Star Wars, passione senza fine: «Pronti con nove spettacoli»
La locandina del film ”Gli ultimi Jedi” e i cosplayer di Star Wars domani al Miv

Star Wars, passione senza fine: «Pronti con nove spettacoli»

Esce oggi nelle sale italiane “Gli Ultimi Jedi”. Dalle 18 al Miv i cosplayer

Una giovane ragazza porge ad un uomo segnato dal tempo e dalla solitudine l’oggetto che a lui è stato più caro in passato, simbolo di un legame familiare tanto lontano da essere quasi dimenticato, ma sempre vivo nella discendenza. L’incontro tra un’allieva eccezionalmente dotata e un maestro dalla genealogia ingombrante. Sullo sfondo, un’isola sperduta nell’universo - nel senso letterale, ndr - tanto segreta che per trovarla sono state mosse forze di qualunque tipo e la mappa con le coordinate nascosta all’interno di un droide.

Eravamo rimasti qui. E oggi, finalmente, troveremo risposte alle tante domande sorte in questi ultimi due anni. Oggi è il gran giorno: nelle sale cinematografiche italiane arriva “Gli Ultimi Jedi” l’ottavo attesissimo capitolo della saga di Star Wars. Sono passati ormai 40 anni da quando George Lucas portò nelle sale il primo, mitico film “Una nuova speranza” ma il fascino è rimasto immutato.

E Varese non si fa certo trovare impreparata a gestire l’universo di persone che si recheranno oggi al cinema. «Abbiamo previsto sei spettacoli normali più tre in 3D. Molti dei quali sono stati già ampiamente prenotati - racconta Andrea Cervini, responsabile del Miv di via Bernascone - Il divertimento inizia alle 14.30 con la prima delle proiezioni e durerà per tutta la giornata. Inoltre dalle 18 ci saranno anche Pie Dones e Steven Swayze e il loro gruppo di amici cosplayer».

Qualche elemento di trama è trapelato dai trailer (il logo rosso, il tenero porg, Luke impaurito) ma ancora poco si sa di quale sarà lo sviluppo. Il film dovrebbe durare intorno alle due ore «ma non possiamo rivelare la durata esatta del film», conclude Cervini.

Che cosa si devono aspettare i fan? Parafrasando una celebre canzone di Vasco Rossi: «Buoni o cattivi, non è la fine. Prima c’è il giusto o sbagliato (e il bilanciamento, ndr). Da sopportare».


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