Varese sta con Chernobyl. Unite dalla forza della solidarietà
La foto di gruppo dei bimbi provenienti da Chernobyl con De Simone nel cuore dei Giardini Estensi

Varese sta con Chernobyl. Unite dalla forza della solidarietà

Ieri una trentina di bimbi ucraini in visita ai Giardini e a Palazzo Estense, accompagnati dall’assessore De Simone

VARESE - Una trentina di bambini provenienti dalla zone di Chernobyl, colpite dal disastro nucleare del 1986, ha fatto visita ieri mattina ai Giardini Estensi e al Palazzo comunale dove hanno incontrato l’assessore all’Ambiente, Dino De Simone, in rappresentanza dell’amministrazione di Varese.

I bambini sono ospiti di alcune famiglie della provincia di Varese presso le quali stanno trascorrendo qualche giorno di vacanza per poi recarsi al mare. Il gruppo è coordinato dal Comitato Chernobyl di Induno Olona e ieri mattina erano accompagnati dal presidente Emilio Vanoni e altri volontari. «Vi do il benvenuto a Varese, siamo molto felici che possiate trascorrere una serena vacanza qui nel nostro territorio – ha detto l’assessore De Simone – La valenza di questi progetti è molto importante perché si unisce l’aspetto della solidarietà con quello dello scambio tra culture e persone. Ringrazio di cuore le famiglie locali che si sono rese disponibili all’accoglienza, segno della grande capacità della nostra comunità di dimostrarsi sempre aperta e solidale». I bambini nei prossimi giorni saranno accompagnati in diverse visite alla scoperta di Varese e del suo territorio. Ci sarà tempo anche per una salita al Sacro Monte con la funicolare.

A inizio giugno una cinquantina di bimbi provenienti da Chernobyl erano arrivati per un soggiorno terapeutico a Busto Arsizio. Si tratta ormai di una tradizione che si rafforza di anno in anno ormai da tempo grazie anche ad Aubam, l’associazione che organizza i soggiorni di piccoli ucraini provenienti dalle zone ancora contaminate dalla grande esplosione del 1986, quando un reattore della centrale nucleare di Pripyat rilasciò nell’atmosfera quantità enormi di radiazioni che provocarono moltissimi morti e moltissimi problemi di salute alla popolazione, danni visibili ancora oggi.

Ospitare per almeno un mese questi bambini ha lo scopo di offrire loro l’opportunità di beneficiare di un sensibile calo dei livelli di radioattività interna all’organismo, con minori rischi di tumori, leucemie e altre gravi patologie. A causa della velocità dell’accrescimento cellulare e dell’abbassamento delle difese immunitarie, i bambini sono i soggetti più colpiti dagli effetti delle radiazioni. La contaminazione avviene tramite il consumo di cibo prodotto localmente.

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