Il finto cuoco di Berlusconi ha colpito anche da noi...
La G. Bianchi di Gazzada Schianno, all’epoca della truffa (era nel 2012) (Foto by Archivio)

Il finto cuoco di Berlusconi ha colpito anche da noi...

Il truffatore avrebbe raggirato la G. Bianchi di Gazzada Schianno, per una cifra totale di 35.000 euro

GAZZADA SCHIANNO - Il fantomatico cuoco di Silvio Berlusconi ha colpito anche in provincia di Varese: ieri mattina, infatti, in tribunale a Monza è iniziato, davanti al giudice Gianluca Tenchio, l’ennesimo procedimento per truffa a carico di Salvatore Carpinteri, noto alle cronache come il finto cuoco di Villa San Martino ad Arcore, 47 anni di Desio.

Questa volta la parte offesa nel procedimento è un’azienda di Gazzada Schianno, la G. Bianchi di via Roma.

Ancora una volta Carpinteri si è spacciato per il fantomatico cuoco del Cavaliere: una mossa utilizzata per alimentare la credibilità necessaria a innesca la trappola. Il fatto oggetto di contestazione risale al mese di gennaio del 2012.

Quel giorno, insieme a due complici, Antonino Bellaccomo classe 1982 residente a Muggiò e Gaudenzio Gadda, classe 1950 di Lissone, entrambi imputati con il Carpinteri a Monza per truffa aggravata in concorso, fu promossa la presunta truffa.

Secondo la ricostruzione della Procura di Monza (titolare del fascicolo è il Pm Stefania Di Tullio) quasi sei anni fa furono effettuati tre ordini di prodotti alimentari all’azienda di Gazzada Schianno per importi pari a 9.374 euro, 11.664 euro e 14.653 euro. Sempre secondo la ricostruzione della Procura di Monza, rappresentata in aula dal Vice Procuratore Onorario, Sara Sant’Eusanio, la consegna fu effettuata all’interno di un magazzino di Lissone. In cambio della merce furono consegnati tre assegni risultati però privi di copertura finanziaria.

La ditta gazzadese riportò un danno economico stimato in circa 35.000 euro complessive.

Sempre secondo la ricostruzione della Pubblica Accusa, il Carpinteri al momento della presentazione esibì anche dei bigliettini con la scritta “Ministero Dell’Interno”. Una truffa congegnata nel dettaglio che ha avuto l’effetto di portare a casa prodotti alimentari per una cifra molto considerevole.

Pare che gli assegni avessero il timbro di una società risultata essere trasferita per ignota destinazione e che la firma dell’intestatario del conto corrente sul quale erano stati tratti gli assegni risultava essere irreperibile. Per questa vicenda peraltro il rischio della prescrizione è molto concreto.

Si torna in aula nel prossimo mese di marzo. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Fabio Scotti, Simone Gargiulo e Maurizio Bono del Foro di Monza.

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