Le prime parole di Digio in un video: «Ce la farò, grazie a tutti voi»

Le prime parole di Digio in un video: «Ce la farò, grazie a tutti voi»

Il ragazzo ridotto in fin di vita in Laos sta meglio. Ora la riabilitazione a Cunardo

VENEGONO INFERIORE - «Volevo cogliere l’occasione per ringraziare tutti quanti, vicini e lontani, amici e parenti, che mi sono stati vicini in questi giorni difficili. La lista sarebbe lunga. Io sto bene, sto recuperando le forze e mi mancano ancora un paio di mesi. Grazie ancora». Sono le prime parole “pubbliche” di Gianluca Di Gioia, il Digio, il trentacinquenne di Venegono Inferiore aggredito e ferito in modo gravissimo tra il 27 e il 28 agosto scorso durante un viaggio nel sud est asiatico. Parole raccolte su un video poi postato da Antonio Labollita, amico fraterno di Digio, che ha aperto il gruppo Facebook “Aiutiamo Gianluca il Digio” attraverso il quale sono stati raccolti in pochi giorni oltre 100 mila euro. «Io ringrazio tutti coloro che mi hanno permesso di tornare a casa» dice Gianluca. Il denaro, infatti, è servito per pagare le cure quotidiane alle quali il giovane è stato sottoposto in Thailandia (lì si paga ogni cosa, dai medicinali alle siringhe) e per organizzare il complesso trasporto sanitario che a fine settembre l’aveva riportato a casa.

Il ragazzo era rimasto in coma quasi una settimana dopo essere stato ritrovato privo di conoscenza riverso per strada sotto la pioggia battente. L’ipotesi è che sia stato aggredito e poi rapinato di cellulare e portafoglio. Dopo un lungo ricovero in Terapia Intensiva all’ospedale di Circolo di Varese e quindi una degenza in reparto Gianluca pochi giorni fa è stato trasferito in una struttura di Cunardo dove affronterà il lungo percorso di riabilitazione. «Ne avrò ancora per almeno due mesi - dice il ragazzo nel video - ma ce la farò». Digio ricorda poco o niente dell’accaduto in Laos. Dell’aggressione che lo ha ridotto quasi in fin di vita. Il trentacinquenne, però, sa perfettamente che tutta Italia si è mobilita attraverso piccole o grandi donazioni per riportarlo a casa. Amici, familiari ma anche perfetti sconosciuti che vivono a centinaia di chilometri di distanza e che di Digio hanno una conoscenza soltanto virtuale attraverso il gruppo Facebook a lui dedicato. Lo stesso video in cui Digio, affaticato e ancora impegnato nel recupero ma molto motivato, ringrazia tutti coloro che l’hanno aiutato, sta facendo il giro della Penisola.


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