Limido condannato, il ladro latitante: «L’ho picchiato? Sì, per difendermi»

Limido condannato, il ladro latitante: «L’ho picchiato? Sì, per difendermi»

Quattro mesi e pena sospesa per l’uomo. Il pm aveva chiesto l’assoluzione

INDUNO OLONA - Sorprende il ladro a rubare sull’auto di un conoscente e lo manda all’ospedale: condannato a 4 mesi, l’accusa aveva chiesto l’assoluzione. «Lo rifarei - dice Alessandro Limido, coimputato del ladro che nel frattempo è sparito nel nulla - la controparte non si è presentata, l’accusa aveva chiesto l’assoluzione proprio perchè non c’è stato alcun confronto. Sono reo confesso: sì mi sono difeso quando ho visto che stavano derubando delle auto, tra le quali alcune appartenenti a persone a me vicine. Mi sono difeso». Limido aggiunge: «In Italia se difendi ciò che è tuo o di altri dai ladri ti ritrovi a processo. I ladri spariscono. Davanti al giudice solo io. Strano Paese».

«Era armato»

Processo alquanto particolare quello che è stato celebrato in tribunale a Varese che ha visto imputati insieme un uomo accusato di tentato furto e l’uomo, Limido, che lo ha bloccato malmenandolo mentre cercava di scassinare la quinta auto della serata. Quando il malvivente è stato bloccato aveva infatti già aperto altre quattro vetture.

Il fatto, avvenuto a Induno Olona, risale al marzo 2013. Il “giustiziere” finito a processo con il ladro è Alessandro Limido. Lui aveva già spiegato l’accaduto: «Non voglio giustificarmi, ma sottolineare che sono intervenuto per fermare un ladro che aveva già aperto quattro macchine e stava per aprire la quinta. Quando mi sono accorto di quello che stava succedendo, nel parcheggio condominiale, ero con la mia fidanzata di allora. La quinta auto era quella di suo padre. Lo abbiamo visto armeggiare intorno alle macchine, lei era molto spaventata. Ho deciso di intervenire. Ho preso la prima cosa che ho trovato in casa, una scopa, per difendermi e l’ho affrontato».

Limido ha spiegato di aver agito per bloccare un malvivente, «tra l’altro armato perché quando la polizia l’ha perquisito gli sono stati trovati addosso un cacciavite, una forbice e due spadini».

L’imputato sparito nel nulla

Limido lo ha affrontato bloccandolo e impedendogli di finire il “lavoro” e di scappare. «Sì, l’ho picchiato». Una reazione d’istinto, dovuta alla rabbia che tutti provano quando si trovano la macchina scassinata o, peggio, la casa svuotata.

«Contestano che avrei dovuto chiamare il 112 e bloccarlo - spiega Limido - Vero. Il 112 non l’ho chiamato io ma i vicini. Ma come potevo impedirgli di scappare? Non è che lui fosse ben disposto ad aspettare seduto l’arrivo delle forze dell’ordine». Il ladro ha rimediato lesioni per 20 giorni. Nella colluttazione è stato colpito con pugni e con il manico della scopa utilizzata quale arma improvvisata, «perché quando l’ho raggiunto per fermarlo non potevo sapere se era armato, e lo era, oppure no». Ora è arrivata la sentenza. Limido condannato a 4 mesi, con pena ovviamente sospesa, e il ladro latitante.


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