Il “Gratta e vinci” è un falso Donna assolta, ma resta l’allarme

La cinquantenne lo aveva trovato per caso e aveva cercato di incassarlo. Ogni accusa verso di lei è caduta vista la sua buona fede

Un biglietto falso di una lotteria istantanea, una cinquantenne che lo trova per caso e cercando di incassarlo rimedia una denuncia per tentata truffa. Ieri la donna, assistita dall’avvocato Vera Dall’Osto, è stata assolta da ogni accusa: il giudice ha creduto alla sua buona fede.

Ma è allarme falsi in tutta la provincia: l’indagine, aperta dal pubblico ministero all’epoca dei fatti, mira infatti ora a capire da dove quel tagliando fasullo sia arrivato.
Anche perché in un solo mese d’indagine in provincia di tagliandi falsi ne sono spuntati altri tre. I fatti risalgono al gennaio 2013.
La donna, residente a Marchirolo, si presenta in banca; in mano ha un tagliandino tutto spiegazzato, molto colorato, che recita “Cominciamo bene”, una delle tante lotterie istantanee che spopolano da qualche anno.

Il minuscolo foglietto è di quelli che fanno la differenza: se numeri, fruttini, monetine o qualunque simbolo vi si stampato sopra mostrano la giusta combinazione in 30 secondi ti trasformi da povero comune mortale a ricco re.
È accaduto giusto l’altroieri sempre a Varese con una vincita (vera ovviamente) da record. La cifra che teoricamente la cinquantenne avrebbe dovuto incassare era di tutto rispetto: 500mila euro. Mezzo milione di euro, una somma che la vita te la cambia eccome.


La banca, come da prassi, ha inviato il tagliandino alla società produttrice Lotterie Nazionali srl che ne ha valutato l’autenticità.
Lo prevede la norma e l’iter mira proprio a sventare tentativi di truffa attraverso biglietti falsificati. Il tagliando gratta e vinci è risultato essere palesemente fasullo; a cominciare dai numeri di serie praticamente inesistenti. Interrogata a tal proposito la massaia ha semplicemente dichiarato di avere trovato il tagliandino per terra.
Sarebbe rimasta incuriosita dai colori e avrebbe guardato bene. Tra simbolini e numeri qualcuno avrebbe anche potuto non essersi accorto di aver vinto qualcosa.

Oppure molto semplicemente qualcuno potrebbe averlo perso. Impossibilitata a trovare il proprietario del tagliando la donna è andata in banca per incassarlo.
Per lei è scattata la denuncia: ieri è arrivata la piena assoluzione, la cinquantenne non ha mai cercato di truffare lo Stato.
Gli inquirenti stanno andando a fondo della vicenda: stando a Lotterie Nazionali sarebbe il quarto tagliando fasullo scoperto nel giro di poco tempo nella nostra provincia.
Lecito pensare, e quindi verificare, se non vi sia un giro di biglietti falsi.
Qualcuno che lucra vendendo i tagliandi a costi ribassati sparendo poi nel nulla. Una sorta di bagarinaggio del gratta e vinci dove, però, i tagliandi sono tutti taroccati.