Martedì 02 Settembre 2014

«Io, un laureato in Economia

oggi vivo nell’India del futuro»

Quella di Giacomo, che nella foto è ritratto a New Delhi, è la prima testimonianza degli studenti arrivata all’indirizzo e- [email protected] ora tocca a voi

Quella di Giacomo Gechelin, studente della laurea specialistica in Global Entrepreneurship, Economics and Management, curriculum International Business dell’Insubria, è la prima delle testimonianze degli studenti arrivata all’indirizzo [email protected]

Uno spazio che il quotidiano “La Provincia di Varese” e l’ateneo vogliono dedicare a studenti e laureati dell’Insubria, perché raccontino le proprie esperienze legate all’università, e come questo punto di partenza sia stato decisivo per la propria vita. Le storie migliori (non dovranno superare le 2600 battute spazi compresi) verranno pubblicate sul sito web del giornale ogni settimana.

«Dopo la laurea in Economia e Management alla sede di Varese dell’Insubria, ho scelto di continuare gli studi iscrivendomi a questa particolare specialistica. Quando ho scelto il percorso, ero ben consapevole che lo studio di Imprenditorialità e Management in un’ottica internazionale mi avrebbe inevitabilmente portato a fare esperienza all’estero – scrive Giacomo – Oggi, infatti, mi trovo a Nuova Delhi per un programma di Student Exchange che mi permette di frequentare un’università locale, l’Indian Institute of Foreign Trade (Iift , università nella top ten delle Business Schools indiane). Sto studiando International Business Strategy, Management of Global Sourcing e Brand Management. La principale differenza con l’Italia sta nella valutazione: l’esame finale conta solo per il 40%, il resto si calcola sulle presentazioni in classe, casi studio e quiz affrontati durante le lezioni. La partecipazione ai corsi, quindi, conta molto di più che da noi».

«Prima di partire per questo intenso programma di tre mesi, le aspettative erano tante e diverse: la voglia di conoscere un mondo così diverso e il timore di non riuscire a calarsi in una realtà lontana da quella italiana».

«Dopo due mesi di permanenza, però, la scelta si è rivelata una delle più azzeccate della mia vita, soprattutto dal punto di vista umano: ho acquisito una maggiore consapevolezza nei miei mezzi, e questo ha innescato un processo di grande crescita personale».

«Mi sono confrontato con diverse culture e con una realtà emergente che regala molti spunti di riflessione e di confronto con la situazione italiana.

«L’India - prosegue - non è un Paese arretrato e di mentalità chiusa, come può apparire da fuori: l’ospitalità indiana, un valore fondamentale, mi ha permesso di incontrare persone fantastiche, con tanta voglia di fare e uno sguardo positivo verso il proprio futuro».

«Nonostante anche il popolo indiano abbia, ovviamente, i propri difetti (puntualità, organizzazione e programmazione non sono certo il loro punto di forza), quello che non passa inosservato è la grande voglia di fare dei giovani e i sacrifici che fanno pur di studiare, imparare e migliorarsi costantemente».

«Nonostante non viva in condizioni eccelse, il popolo indiano affronta la giornata sempre col sorriso sulle labbra, e da subito è stato facile stringere amicizia con diversi ragazzi indiani, persone semplici e legate ai propri valori, sempre pronti ad aiutare il prossimo. Questa voglia di fare che si percepisce è uno dei motivi, tra gli altri, che permetterà secondo me all’India di continuare la propria esponenziale crescita, creando una generazione trainante per il futuro. Mi posso quindi dire molto soddisfatto del percorso scelto e dell’esperienza che sto affrontando. Tanto che non sarà l’unica in un Paese straniero: da ottobre, infatti, inizierò un anno di studio all’università di Jena, in Germania. Sono pronto per una nuova, affascinante sfida».

© riproduzione riservata