Quindici ragazzi in cammino  La via Francigena si fa storia
Foto di gruppo per i 15 ragazzi e gli accompagnatori in marcia

Quindici ragazzi in cammino

La via Francigena si fa storia

Quindici giovani della comunità pastorale dell’Immacolata il 3 agosto scorso sono partiti per un pellegrinaggio sulla via Francigena. Hanno raggiunto San Gimignano, poi si sono allacciati gli scarponi ai piedi e hanno cominciato a camminare.

Prima tappa Monteriggioni. Poi Siena, Ponte D’arbia, San Quirico D’Orcia, Radicofani, Acquapendente e Bolsena, dove la meta è stata suggellata da un tuffo nel lago.

Il viaggio è stato protagonista della festa di autunno che si è svolta nel finesettimana ad Avigno. I giovani camminatori ieri, a partire dalle 17, hanno intrattenuto la comunità raccontando le loro testimonianze e mostrando le fotografie scattate durante il percorso. «Ogni giorno la sveglia suonava alle 5.30. Alle sei il gruppo era già in marcia, con davanti tra i 15 e i 30 chilometri a seconda delle tappe – spiega Nicolò Lattuada – Il percorso era ben indicato in alcuni punti. In altri bisognava andare ad occhio. E poi c’erano tratti tosti, come Radicofani, dove la strada era davvero in pendenza». I partecipanti avevano più o meno venti anni. Con loro c’erano un educatore e don Nicola Porcellini. I giovani che avevano già percorso il cammino di Santiago hanno dato consigli agli altri su cosa portare e come fare lo zaino. Per quanto riguarda l’allenamento: alcuni ragazzi avevano preparato molto le gambe nelle settimane precedenti. Altri meno. Ed è capitato che qualcuno non riuscisse più ad andare avanti, e finisse per chiedere un passaggio verso la meta da raggiungere. Ma nessuno si è mai sentito solo.
«Nel gruppo, già coeso, si è creato un legame molto forte – spiega Lattuada – Anche l’esperienza di fede è stata intensa: ogni giorno abbiamo partecipato a una messa e recitato le lodi mattutine. Dal punto di vista spirituale è stato toccante vedere alcuni luoghi, come la chiesa del miracolo eucaristico di Bolsena. Abbiamo ascoltato la testimonianza delle suore che accolgono quotidianamente i pellegrini».

Ogni tappa si concludeva con una notte in oratorio o in ostello. Il gruppo provvedeva da solo alla propria «cambusa».
Ogni giorno c’era da fare la spesa. Alla sera, i pellegrini preparavano la cena e il pranzo al sacco per il giorno successivo che spesso prevedeva frittate, riso e pasta fredda. L’anno prossimo l’idea è quella di completare il percorso, andando da Bolsena a Roma.

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