«Un premio dal sapore speciale»

«Un premio dal sapore speciale»

Ieri in Salone Estense la cerimonia di consegna della “Girometta d’Oro” al dg della Juventus Giuseppe Marotta

È stata celebrata ieri l’annuale festa di San Vittore, patrono di Varese, con la consegna da parte della Famiglia Bosina dei premi alle eccellenze varesine, tra cui l’ambita Girometta d’Oro. In un gremito Salone Estense, alla presenza delle autorità, tra cui il Sindaco Davide Galimberti e il Presidente di Regione Lombardia Roberto Maroni, Loris Baraldi nelle vesti di Pin Girometta, la tipica maschera bosina, ha condotto la cerimonia. Dopo gli onori di casa del sindaco e del “regiù” della Famiglia Bosina, Luca Broggini, sono stati premiati i nuovi “Maestri del lavoro”, insigniti della “Stella al Merito del Lavoro”: gloria per i varesini Vitaliano Segna e Vincenzo Agrifoglio. Il premio all’attività commerciale, che celebra l’operosità della gente varesina, è stato assegnato alla nota Pasticceria Brenna dei fratelli Cardani a Biumo Inferiore, per gli oltre 80 anni di attività lungo ben quattro generazioni.

Il momento più atteso è arrivato con la consegna della Girometta d’Oro, giunta alla sua 59esima edizione: considerata la massima onorificenza civica legata a Varese, il premio viene assegnato ogni anno ai varesini che si sono distinti per impegno e capacità professionali, artistiche, sportive o politiche, dando lustro alla città. Quest’anno il premio è stato attribuito a Giuseppe Marotta, dal 2010 direttore generale e amministratore delegato della Juventus. Dopo gli inizi al Varese Calcio, prima come responsabile del settore giovanile e poi come direttore generale, ha proseguito la sua carriera dirigenziale, lunga e piena di successi, tra Monza, Como, Ravenna, Venezia, Atalanta e Sampdoria, culminata nell’approdo alla Juventus.

Entusiasmo per Marotta: «Il club per cui lavoro ha vinto parecchio in questi anni e ho ricevuto diversi riconoscimenti, ma questo ha un sapore particolare perché viene dalla mia città e dalla mia gente. Gli inizi di carriera nel Varese Calcio sono stati la palestra di vita più importante, e anche se ero solo un ragazzo ho avuto la grande fortuna di conoscere bene Giovanni Borghi. È stato un vero esempio, la sua competenza e i suoi valori di passione, laboriosità e umiltà mi hanno ispirato e ho sempre cercato di trasmetterli in tutte le società in cui ho lavorato».


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