Varese patrimonio dell’umanità  Ma spesso non lo sa
Il Sacro Monte (Foto by Varese Press)

Varese patrimonio dell’umanità

Ma spesso non lo sa

La Camera di Commercio lancia la pubblicazione che fa luce sui quattro siti Unesco della provincia: «Raccontiamo a tutti il posto bellissimo che siamo»

Rilanciare l’offerta turistica di Varese e provincia, puntando su gioielli unici sui quali solo il nostro territorio può contare. Luoghi incantevoli purtroppo poco conosciuti dagli stessi residenti, come ad esempio i quattro siti Unesco che può vantare la nostro provincia o come anche il lago Maggiore.
Proprio su questi ha deciso di puntare la pubblicazione “Lombardia NordOvest”, a cura della Camera di Commercio di Varese. Quattromila copie della rivista, che può essere anche sfogliata online sul sito dell’ente camerale, sono già nelle stanze degli alberghi di Varese, a disposizione di turisti e visitatori. Altrettante copie saranno distribuite nei prossimi giorni, per diffondere il più possibile la conoscenza di questa ricchezza unica di Varese e provincia come i quattro siti patrimonio Unesco, che al pari del lago Maggiore, sono gli assoluti protagonisti di questo numero della rivista.

Un territorio d’incontro

«Ecco Varese che si palesa quasi all’improvviso e vuole far sapere a tutti che questo “posto bellissimo” lo è per dono di natura, ma anche perché le sue donne e i suoi uomini nel tempo hanno operato, con sapienza e determinazione, per renderlo tale» scrive nell’editoriale d’apertura Renato Scapolan, presidente della Camera di Commercio varesina. Avere sul proprio territorio ben quattro siti riconosciuto come Patrimonio dell’Umanità è un record che pochissimi territori possono vantare. Una provincia, quella di Varese, dove l’Unesco è di casa. «Non è solo per fortunata scelta causale che proprio qui - prosegue Scapolan - in un territorio dove l’essere all’incrocio tra i grandi assi di collegamento continentale tra Nord e Sud ed Est e Ovest d’Europa, è da sempre fattore chiave di sviluppo sociale ed economico, siano ben quattro le aree che l’Unesco abbia voluto riportare all’attenzione globale come patrimonio dell’umanità».

I magnifici cinque

Il più famoso di questi siti è indubbiamente il Sacro Monte di Varese la cui magnificenza artistico religiosa è ben nota.
Patrimonio dell’umanità è anche la civiltà palafitticola dell’Isolino Virginia sul lago di Varese, che il Comune e il Centro Gulliver stanno rilanciando in tutto il suo splendore.
C’è poi la realtà di Castelseprio, dove la cultura longobarda fece di un luogo di confine un punto di contatto di incredibile importanza strategica e commerciale.
Risalendo le vallate dove campi e boschi si rispecchiano nei laghi, si raggiunge il monte San Giorgio, giacimento di fossili risalenti a 200 milioni di anni fa.
A questi quattro luoghi da visitare assolutamente, la Camera di Commercio ha aggiunto anche il lago Maggiore. «Vogliamo lanciare questa proposta dalle radici ben solide - sottolinea il presidente - crediamo che anche il lago Maggiore, bacino di inestimabile bellezza e segno indelebile della capacità di dialogo che supera i limiti angusti del confine, abbia le caratteristiche per inserirsi in questa sorta di “albo d’oro” che è l’elenco dei siti Unesco». Un lago Maggiore che dovrebbe venire dopo i quattro patrimoni Unesco esclusivamente sul piano cronologico.


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