«Voi che volete una moschea  State difendendo i tagliagole»
Venti di bufera sull’idea di una moschea a Varese (Foto by foto d’archivio)

«Voi che volete una moschea

State difendendo i tagliagole»

Dura presa di posizione della Lega contro nuovi spazi ai musulmani. Pinti: «Anis non vi insegna niente»

VARESE - Nessuna nuova moschea a Varese. Anzi, la Lega Nord chiede uno stretto “giro di vite” sulle attività della comunità islamica di Varese. Non tarda infatti ad arrivare la dura presa di posizione dei lumbard dopo la richiesta di Mondo Migrante dell’Acli, che ha posto il problema della realizzazione di nuovi spazi per i musulmani.
«Idea assurda e irresponsabile - attacca il segretario del Carroccio Marco Pinti - soprattutto in un momento che vede la comunità islamica di Varese al centro delle attenzioni dell’antiterrorismo, che in un dossier sottolinea il pericolo di frange estremiste salafite, come dimostra la recente espulsione di un marocchino che non ha esitato a fare l’apologia dell’Isis anche dopo l’allontanamento dell’Italia».

«Il pericolo in casa»

Secondo il leghista, il mondo musulmano varesino sarebbe quindi da tenere sotto stretto controllo. E infatti rincara la dose: «Una difesa dei tagliatori di teste, che è stata peraltro ribadita dal portavoce della comunità islamica di Varese Giorgio Stabilini nella lettera aperta in cui li paragonava ai partigiani italiani».
Pinti cita anche il caso della pizzeria Gabri di via Garibaldi, a Biumo Inferiore, colpita da un incendio doloso la cui motivazione potrebbe essere quella della discriminazione religiosa, dal momento che il gestore, di origine egiziana, è di fede cristiana copta. E nei mesi scorsi aveva subìto appunto minacce per aver appeso all’interno del proprio locale un crocifisso.
«Pensare a nuove moschee – sottolinea Pinti - nella Varese di Anis, il pizzaiolo cristiano che ha visto il suo locale bruciato e che denuncia di aver subito intimidazioni religiose, significa scegliere di voltare le spalle alla realtà per chiudersi in un delirio autistico, in cui si vede solo quel che fa comodo vedere».

Due anni di battaglia

«A questo proposito - domanda Pinti - chi sta raccogliendo le donazioni per Anis? E soprattutto: Acli e Mondo Migrante parteciperanno? La comunità musulmana?». La Lega Nord, su proposta di Pinti, nei giorni successivi all’incendio aveva infatti dato disponibilità a contribuire alla ricostruzione della pizzeria. «Ma ancora non è chiaro il soggetto legittimato a raccogliere le offerte» dice il segretario leghista.
Il quale non è nuovo ad attacchi alla comunità islamica varesina. Soprattutto dopo gli attentati di Parigi, Pinti aveva infatti esortato i portavoce dei musulmani cittadini a prendere le distanze dal fantatismo religioso. A suo dire, non sarebbe avvenuto questo smarcamento, se non diversi giorni successivi ai tragici fatti accaduti in Francia e con parole che, sempre secondo Pinti, non erano sufficienti nel condannare i fatti.
Inoltre, la “battaglia” contro la realizzazione di un nuovo luogo di culto per musulmani è portata avanti dalla Lega da almeno due anni. Esattamente da quando la comunità islamica aveva presentato richiesta per adibire un’area ex industriale a centro culturale e di preghiera. Ipotesi che il consiglio comunale, con i voti della maggioranza, aveva bocciato in fase di adozione del nuovo Piano di governo del territorio.


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