Mercoledì 09 Luglio 2014

Da Cassano all’India

Con la forza delle idee

Da Cassano Magnago all’India. Il segreto: fustellatrici a costo contenuto e di alte prestazioni. Davide Giani, giovane artigiano cassanese, ha saputo fare impresa costruendo sulle ceneri della crisi. Come? «La mia attività è nata quando mio papà, ex operaio, è andato in pensione e ha pensato che potesse essere bene continuare la sua esperienza lavorativa con un’attività in proprio. Il punto di svolta è stato quando ho incontrato persone che avevano necessità di attrezzature che non esistevano», spiega. Partiamo dal prodotto: le fustellatrici sono piccole presse che funzionano anche con la corrente di casa e hanno la capacità di sviluppare potenze elevate, con prestazioni notevoli e garantendo la sicurezza del lavoro.

Giani ha saputo guardare al mercato: «Con le nostre macchine - spiega - abbiamo cercato di rispondere alle esigenze del mercato. Quelle di persone che avevano perso il posto di lavoro e che quindi avevano una limitata disponibilità economica ma che volevano iniziare un’attività da zero».

Giani ha guardato al mercato con serietà, inventando un prodotto utile. «A darci forza - spiega - è soprattutto la rete che abbiamo creato con altre aziende».Tutto è cominciato quando Giani ha deciso di partecipare a “Matching” promosso da CdO. Qui ha portato le richieste del cliente uscendo con un’idea del prodotto da realizzare. «La rete è variabile. Nel senso che non è una rete formalizzata, ma una rete di rapporti tra imprenditori. Varia a secondo del prodotto e delle richieste che provengono da un gruppo di persone - spiega Giani - Nella mia rete metto anche chi cura il nostro sito web. Un aspetto fondamentale dato che non avendo rappresentanti, devo per forza avere qualcuno che curi il sito in modo interessante».

Giani sottolinea il sostegno avuto da Confartigianato Varese, l’importanza di internet e lancia un messaggio che ha il sapore dell’ottimismo che deve sostenere ogni imprenditore di talento: «Prima della crisi avevo un’officina che faceva solo lavorazione conto terzi. Per cui la mia formazione era quella di un ottimo operatore sulle macchine utensili. Adesso, proprio grazie a questo percorso di formazione, ho appreso come uscire dall’officina ed entrare nel mondo», conclude. S. Car.

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