Mercoledì 11 Novembre 2009

Spari di pistola dall'auto in corsa
Trentenne ferito in un agguato

MASCIAGO PRIMO Misteriosa sparatoria, martedì sera, a Masciago Primo. Un episodio dai contorni ancora tutti da chiarire andato in scena pochi minuti prima delle 19. Quando un trentatreenne residente in zona è stato ferito all’addome da un colpo di pistola esploso da un’auto in corsa, probabilmente una berlina di grossa cilindrata nera, proprio in una delle vie del piccolo paese che non arriva a 300 abitanti.

Un vero e proprio agguato con l’auto che si sarebbe avvicinata alla vittima a forte velocità, che non è ancora chiaro se fosse a piedi vicino alla sua vettura o all’interno della stessa, mentre una mano si sporgeva dal finestrino scaricando nella sua direzione alcuni colpi. Sparati con la chiara intenzione di fare centro. Uno solo però è andato a segno, ferendo seriamente il trentatreenne all’addome. L’uomo, trapassato dal proiettile da parte a parte, è stato poi soccorso dalla fidanzata e trasportato con la loro autovettura all’ospedale di Cittiglio. Sarebbero stati i medici, infatti, notando la ferita d’arma da fuoco ad allertare i carabinieri della compagnia di Luino.

Immediato l’intervento in zona dei militari dell’Arma che hanno allestito una serie di posti di blocco sulle arterie tra Valganna e Valcuvia. Controlli proseguiti per l’intera notte, mentre in ospedale i medici sottoponevano a tutte le cure del caso il ferito. L’uomo è arrivato in condizioni piuttosto serie, anche per il tanto sangue perso, ma non tali da metterne in pericolo la vita. I due, poi, sono stati sentiti dagli investigatori chiamati a far luce su un episodio dai molti lati oscuri. Ma entrambi, sembrerebbe, si sono rifiutati di collaborare alle indagini. Anzi, stando quando riferito dagli stessi carabinieri, i due si sarebbero trincerati nel silenzio. Atteggiamento che di certo non aiuta gli inquirenti.

Pochi, del resto, i punti fermi in questa vicenda ancora tutta da decifrare. A partire dall’autore della sparatoria e dall’autista che, almeno ad una prima analisi, sembra abbiano agito da veri professionisti. Fino al movente all’origine dell’agguato. Fondamentale sarà poi appurare l’esistenza di rapporti pregressi o di eventuali contatti tra chi ha premuto il grilletto e il trentatreenne che è stato colpito dal proiettile sparato. Per questo tutte le strade rimangono aperte: dalla vendetta, all’intimidazione, al regolamento di conti. Ipotesi investigative che hanno impegnato i militari per tutta la notte. Ore di lavoro a caccia di riscontri e di verifiche sul passato della vittima della sparatoria dal quale potrebbero arrivare elementi utili per districare la matassa dell’agguato.

b.melazzini

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