Varese è in debito con l’Hotel Campo dei Fiori. Il vero protagonista di un’epoca di grandezza

Varese è in debito con l’Hotel Campo dei Fiori. Il vero protagonista di un’epoca di grandezza

L’opera del grande architetto Sommaruga viene celebrata con la mostra inaugurata settimana scorsa

Il debito della città di Varese nei confronti del Grande Albergo Tre Croci, testimone esemplare del Modernismo nella nostra provincia sovente definito, un po’ riduttivamente, “gioiello dell’architettura Liberty” senza tener conto delle Nuove Tendenze che proprio nel 1912 prendevano forma a Milano con Antonio Sant’Elia, non è trascurabile.

Il serio degrado dell’edificio è più che una constatazione: rischia di tradursi nella rovina irreversibile delle strutture.

Nell’attesa che le buone intenzioni diventino operative, come ha più volte dichiarato la proprietà dimostrandosi sensibile e disponibile ad approntare un adeguato piano di recupero e utilizzo del Grand Hotel compatibile con la tutela e la valorizzazione del monumento, si rinnova a distanza di qualche decennio dalla bella mostra scientifica di Riva e Bairati (1982) sull’opera di Sommaruga allestita nelle sale dell’albergo e seguita da un convegno di studi, l’interesse per il suo creatore nell’anno centenario della morte e per la possibile destinazione del complesso al Campo dei Fiori.

Nulla fino ad ora è stato ufficialmente comunicato circa il contenuto del piano di recupero, anche dell’area boscata di pertinenza: centro congressuale, sanitario, didattico, culturale, residenziale, turistico, Casinò, la fantasia non manca ai varesini.

Per il momento si riparla del Sommaruga, talentuoso architetto milanese nato nel 1867, studi all’Accademia di Brera, che nel 1904 con la realizzazione di palazzo Castiglioni a Milano in piena stagione Liberty conquista la rampante borghesia imprenditoriale del secolo nuovo, una classe sociale in ascesa e decisa a lasciare segni tangibili sul territorio: ville, fabbriche, edicole cimiteriali.

A Varese (dal 28 maggio al 31 luglio) e Milano (dal 22 giugno al 25 luglio) l’istituzione Italia Liberty propone un percorso di scoperta e riscoperta delle opere architettoniche e artistiche dell’architetto Giuseppe Sommaruga, curato da Vittorio Sgarbi e Andrea Speziali

I LUOGHI

Il percorso è articolato in tre suggestive location: Grand Hotel Campo dei Fiori, con una mostra fotografica, Archivio di Stato a Varese,con una mostra documentaria con la possibilità di vedere documenti originali di Giuseppe Sommaruga e di Hector Guimard, coevo di Sommaruga (anche lui nato nel 1867) artefice del Modernismo internazionale e Palazzo Lombardia a Milano sede della Regione che nelle sue forme seppur moderne, richiama gli stilemi tipici del Liberty italiano con forme concave e convesse.

La mostra fotografica inaugurata domenica 28 maggio al Campo dei fiori alla presenza della deputata Maria Chiara Gadda e del vicesindaco di Varese Daniele Zanzi è una raccolta di immagini scattate da prestigiosi fotografi, tra i quali: Sergio Ramari (vincitore della terza edizione del premio fotografico internazionale Italian Liberty e fotografo Urbex); Davide Niglia (fotografo internazionale di paesaggi, collabora con diversi artisti della scena musicale, ha esposto al MIA - Milan Image Art Fair); Alessandro Angelo Carlo Raineri (vincitore della seconda edizione del premio fotografico internazionale Italian Liberty, nonché architetto allestitore delle mostre). La mostra sarà anche una occasione unica e irripetibile di visitare il capolavoro di giuseppe Sommaruga.

ANCORA UNA VOLTA IL FAI PROTAGONISTA A VARESE

Importantissimo è il contributo del Fai giovani Varese che mette a disposizione del pubblico della mostra al Grand Hotel Campo dei Fiori, anche questo in forma gratuita, le sue valenti guide che accompagneranno i visitatori nell’interno del ‘gigante Liberty addormentato’, creando ulteriore valore aggiunto al luogo, alle foto e alle opere d’arte esposte.

Per informazioni: www.mostrasommaruga.it | [email protected] | +(39) 3200445798

Gli spazi del Grand Hotel sono visitabili su prenotazione obbligatoria grazie all’impegno di oltre 40 volontari FAI Giovani provenienti da tutta la Lombardia, che impiegano il loro tempo libero per rendere possibile la riapertura di questo gioiello Liberty ai visitatori.


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