Oggi il sindaco compare davanti al gip. Sceglierà di dire la sua verità?
Danilo Rivolta, in carcere da martedì

Oggi il sindaco compare davanti al gip. Sceglierà di dire la sua verità?

Danilo Rivolta è l’unico in carcere. L’avvocato Brusatori: «Sereno e molto tranquillo»

«Danilo Rivolta è sereno e molto tranquillo». Così l’avvocato Felice Brusatori, difensore del sindaco di Lonate Pozzolo arrestato martedì con le accuse di corruzione, concussione e abuso d’ufficio, descrive il proprio assistito.

Rivolta oggi comparirà davanti al gip: «In questa sede sveleremo la nostra strategia difensiva» dice Brusatori. Fulvio Rivolta, il fratello del primo cittadino, titolare dello studio Proget Srl attività attraverso la quale secondo la ricostruzione degli inquirenti transitavano le mazzette dirette ai primo cittadino affinchè accogliesse i desiderata urbanistici dei cittadini, due giorni fa si è avvalso della facoltà di non rispondere. Anche nel suo caso il difensore ha parlato di «assoluta serenità» imputando il silenzio del proprio assistito all’esigenza di vagliare gli atti con attenzione prima di rispondere.

Per Rivolta sindaco Brusatori parla di «situazione complessa, delicata e fluida visto che le cose sono ancora in evoluzione». Danilo Rivolta parlerà o si avvarrà della facoltà di non rispondere? Al momento è il solo tra gli arrestati ad essere in carcere. E Brusatori precisa: «È sereno compatibilmente con la situazione in cui si trova. La privazione della libertà è durissima, naturalmente».

Quanto è trapelato in questi giorni descrive un sindaco padre padrone del proprio Comune. Un uomo che bada ai propri affari. Chi gli andava contro, gli onesti, «venivano sottoposti a una vera e propria epurazione», ha spiegato il pm titolare delle indagini Luigi Furno. Secondo la procura il “trattamento” era toccato all’ex comandante della polizia locale, a due vice commissari, al responsabile dell’ufficio tecnico e a una funzionaria dello stesso ufficio. Che non solo hanno denunciato la situazione, ma hanno rilasciato dichiarazioni pesanti (con tanto do registrazioni) agli inquirenti.

La procura parla di prove “schiaccianti” fornite da intercettazioni e testimonianze.


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