Ritorno di fiamma della caldaia. Muore 90enne
L’intervento dei Vigili del Fuoco non è bastato a salvare Luigi Piantanida, morto carbonizzato nel locale caldaia

Ritorno di fiamma della caldaia. Muore 90enne

La vittima è rimasta intrappolata nel locale dove è divampato un incendio letale

Locale caldaia a fuoco: nell’incendio muore il padrone di casa. Luigi Piantanida, 90 anni, è morto in seguito al rogo che è divampato nel locale caldaia della villetta dove risiede con la moglie. È accaduto poco prima delle 20 di ieri in viale Rimembranze a Somma Lombardo. La dinamica dell’accaduto è semplice nella sua drammaticità.

Piantanida era sceso per caricare la caldaia a legna che riscaldava parte dell’abitazione: la pioggia e le temperature calate di colpo ieri sera lo avevano convinto a ricorrere al riscaldamento dopo gli ultimi giorni molto miti. Stando a quanto accertato dai carabinieri della stazione di Somma Lombardo, il novantenne ha caricato la stufa a legna quindi ha utilizzato un accelerante per accendere il fuoco. A quel punto, forse i fumi causati dall’accelerante avrebbero causato un ritorno di fiamma che dalla caldaia lo ha investito in pieno. È divampato un incendio che, rapidamente, si è esteso a tutto il locale caldaia. A dare l’allarme, visto il fumo e le fiamme, sono stati i vicini di casa. Nell’abitazione era presente la moglie del pensionato che, anziana e molto malata, non ha potuto fare nulla. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco di Somma Lombardo e Busto-Gallarate: i pompieri hanno tentato il tutto per tutto per salvare il novantenne strappandolo alla furia del fuoco ma non c’è stato niente da fare.

Il rogo è stato spento e dal locale caldaia distrutto dalle fiamme è stato estratto il cadavere carbonizzato del padrone di casa. Si sarebbe trattato di un fatto del tutto accidentale: nulla lascia pensare a qualcosa di diverso. Nemmeno a un guasto o a un cortocircuito. Il ritorno di fiamma avrebbe investito l’anziano senza lasciargli scampo. Gli inquirenti eseguiranno tutti gli accertamenti del caso.

Nelle prossime ore l’autorità giudiziaria potrebbe conferire l’incarico per l’autopsia sul corpo di Piantanida. Ammesso che non venga riscontrato un malfunzionamento della caldaia imputabile a terzi, per un difetto di fabbricazione o una manutenzione non eseguita a regola d’arte, la morte di Piantanida sarà attribuita a quella che sembrerebbe essere una tragica fatalità.

Il locale caldaia è inagibile: l’autorità giudiziaria potrebbe chiederne il sequestro per tutti gli accertamenti del caso. Anche il resto dell’abitazione è inagibile. La moglie della vittima, come detto molto malata, sarà affidata ai familiari. Non può certo restare sola in quella casa dopo l’accaduto.


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