Brunello, un paese sotto choc: «Perché tutti qui in mezzo a noi?»
Prima Zergout, ora i fratelli Khachia. Tutti abitavano a Brunelloarchivio

Brunello, un paese sotto choc: «Perché tutti qui in mezzo a noi?»

Incredulità e paura - I vicini dei Khachia: «Gente a posto, mai avremmo sospettato di loro». Anche Zergout abitava qui

BRUNELLO - La comunità di Brunello è stupita e preoccupata. I residenti del paesino a soli sette chilometri da Varese cominciano ad avere paura e ad essere diffidenti, «perché davvero non l’avremmo mai detto, quindi tutti possono essere potenziali terroristi». Il primo a dirsi preoccupato dopo l’arresto per terrorismo di Abderrahmane Khachia, 23enne marocchino e fratello di Oussama Khachia morto “martire” in Siria dopo essersi unito al Califfato, è proprio il primo cittadino di Brunello, Francesco Bertoloni. «Ci preoccupa e ci stupisce l’arresto di oggi – dice il sindaco - Non potevamo immaginare che, come il fratello, avesse fatto questa scelta estrema. Non c’erano segnali che potessero indurci a pensare una cosa del genere».

Inquietudine

Proprio l’assenza di indizi significativi nel comportamento di Abderrahmane, di cambiamenti nel suo modo di fare e nel carattere, è la cosa che più inquieta i residenti. La stessa sensazione che li aveva travolti dopo l’espulsione e la diffusione della notizia della morte da combattente del fratello Oussama. «Lo conoscevo e davvero mai avrei detto che poteva essere un radicalista – racconta un ragazzo che preferisce restare anonimo, ma che con i fratelli Khachia è quasi cresciuto – Siamo una piccola realtà e ci si conosce un po’ tutti. Con Oussama avevo un buon rapporto, ma il fratello lo conoscevo solo di vista. Qualche tempo fa ho incrociato il padre per strada e mi sono fermato a fargli le condoglianze». La famiglia Khachia vive da sempre a Brunello in un alloggio popolare e bene o male tutto a tutti è capitato di incrociarli per strada almeno una volta. «Un lavoratore il padre e i ragazzi non hanno mai dato da parlare, fino a quel momento…». Quello in cui le loro vite sono state sconvolte e il paesino finito sotto choc per l’improvvisa espulsione di Oussama e poi più recentemente dalla notizia della sua morte. «Anche in quei momenti però la loro vita non è cambiata a livello di abitudini e in paese nessuno ha cambiato modo di trattarli».

Il mistero

È un mistero per tutti quindi il come e il quando il ragazzo di 23 anni possa avere cominciato a pensare di intraprendere la strada della jihad seguendo le orme del fratello. Una situazione che getta tutti i residenti di Brunello nell’insicurezza più totale. Qualcuno infatti in paese ricorda anche che l’Imam di Varese arrestato nel maggio del 2005 con l’accusa di terrorismo, Abdelmajd Zergout, era anche lui di Brunello. «Dietro a chiunque a questo punto potrebbe nascondersi un terrorista. Come dovremmo comportarci – si chiedono – dovremmo diventare diffidenti e sospettosi?». Fortunatamente il brillante lavoro di intelligence delle nostre forze dell’ordine fino a questo momento si è dimostrato encomiabile e l’azione preventiva funzionante.


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