Gualtiero Marchesi a Varese dirigerà il laboratorio del Molina

Gualtiero Marchesi a Varese dirigerà il laboratorio del Molina

Il celebre chef lascia l’incarico di rettore dell’Alma per dedicarsi al progetto per la Casa di Riposo

Gualtiero Marchesi sceglie Varese. La Città Giardino diventerà il principale centro operativo per il famosissimo chef italiano, grazie alla collaborazione avviata con la Fondazione Molina. L’Ente ha infatti affidato a Gualtiero Marchesi l’incarico di Direttore Scientifico del Laboratorio del Gusto che verrà realizzato nella storica sede dell’istituto varesino.

«Il maestro di cucina ha annunciato la decisione di lasciare il rettorato della scuola di cucina internazionale per occuparsi del progetto con la Fondazione Molina a tempo pieno. Ne siamo onorati» è il commento del commissario straordinario del Molina, Carmine Pallino.

Marchesi ha annunciato sempre ieri la sua decisione, parlando direttamente ai docenti ed agli studenti della scuola che ha fin qui guidato.

«Per me è arrivato il momento di dedicarmi a qualcosa che mi sta molto a cuore - ha detto Marchesi - un progetto che coltivo da tempo e che sta per nascere. Sentivo il bisogno di dar vita, sul modello della Casa di riposo dei musicisti, anche a una Casa di riposo dei cuochi. Sono molte le analogie tra i due mestieri, la ricetta è in fondo uno spartito e la nostra categoria è formata da due livelli di preparazione: i bravi esecutori e i buoni compositori.

Sapete già che a loro aggiungo sempre un terzo livello: l’artista. Raro, ma capace di proiettare la cucina sul piano degli altri linguaggi artistici. Come è giusto che sia».

Quindi la necessità, da parte dello chef, di rimettere il suo attuale incarico, per potersi dedicare interamente al nuovo progetto che avrà sede proprio a Varese.

«Per dedicarmi al mio nuovo progetto lascio la carica di Rettore. Una scelta che arriva quando Alma stessa non ha più bisogno di una simile figura. Per i successi fin qui ottenuti e per i nuovi obiettivi che si è data – corsi di sala e di sommellerie, tanto per citarne due – ha più bisogno di un Comitato Scientifico. Una guida collegiale, esperta nei singoli settori. Non vi abbandono del tutto, perché anch’io farò parte di quel Comitato. Siamo a una svolta, viviamo oggi uno di quei momenti di crescita che mettono addosso una gran voglia di fare e provocano una giusta dose di adrenalina. Io vi ringrazio per avermi sopportato come Rettore e per avere la pazienza di ascoltare con attenzione il pensiero di Toulouse Lautrec, un pittore che la sapeva lunga sulla cucina e sulla vita: “In ogni arte e ciò vale anche per la cucina, la grande raffinatezza consiste nella sintesi e nella semplicità; evidentemente bisogna rifarsi alla tradizione, ma bisogna anche dimenticarla senza tuttavia tradirla per ignoranza, negligenza e per non volerne tenere conto. È così che si diventa dei cuochi senza pregiudizi, degli anarchici che nella confezione di un piatto rispettano esclusivamente la legge dell’equilibrio, imposta dalla natura”».

La Città Giardino, grazie al progetto della Fondazione Molina, diventa quindi fulcro dell’attività del grande artista. Mentre nel frattempo resta in stand by la realizzazione dell’Accademia del Gusto e della Musica a Villa Mylius, iniziativa che vede coinvolta la Fondazione Marchesi, ma sulla quale la nuova amministrazione comunale, insediatasi un anno e mezzo fa, ha chiesto determinate modifiche.

Il progetto quasi sicuramente andrà in porto, dal momento che è in essere un Accordo di programma che vede anche la presenza della Regione, ma all’interno della stessa maggioranza comunale non c’è una completa condivisione.


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