La Fendoni è morta sul colpo. Nell’indagine nuovi verbali

La Fendoni è morta sul colpo. Nell’indagine nuovi verbali

Ieri l’autopsia sul corpo della donna deceduta nell’incidente aereo ad Arcisate. Sentiti Grazioli e Malher

ARCISATE - Ieri l’autopsia sul corpo di Stefania Fendoni, 41 anni, di Sondrio, morta nel drammatico incidente aereo avvenuto lo scorso 19 novembre sul Monte Minisfreddo, al confine tra i comuni di Arcisate e Bisuschio. L’elicottero sul quale la quarantenne volava, insieme al pilota Roberto Grazioli, 57 anni anche lui di Sondrio, e al finanziere svizzero Carlo Giovanni Malher, 69 anni, rimasto ferito in serio, è precipitato al passo del Vescovo.

Secondo le prime valutazioni Fendoni sarebbe morta sul colpo, in seguito alle lesioni riportate nello schianto, e in particolare a causa di una serie di fratture importanti alle vertebre cervicali. In attesa del referto, l’inchiesta aperta dalla procura di Varese prosegue a ritmo serrato. L’indagine per omicidio colposo, che vede Grazioli indagato, condotta dai carabinieri della compagnia di Varese e coordinata dal pubblico ministero Massimo Politi, si è arricchita di due nuovi verbali.

Gli inquirenti hanno infatti sentito in questi giorni Grazioli e Malher: entrambi hanno rilasciato delle dichiarazioni, sulle quali gli investigatori mantengono il massimo riserbo. Grazioli e Malher avrebbero però rivelato quale fosse la destinazione finale del volo, mantenuta anch’essa riservata, e perché quel pomeriggio l’elicottero AW109 quel pomeriggio si fosse comunque alzato in volo dall’aeroporto di Agno, vicino a Lugano, nonostante il volo fosse fortemente sconsigliato a causa delle condizioni meteo quasi proibitive. In particolare una fitta nebbia riduceva la visibilità al di sotto della soglia minima di sicurezza.

La salma, dopo l’esame autoptico eseguito ieri pomeriggio, è ora a disposizione dei familiari di Fendoni per le esequie. Ancora difficoltoso, invece, il recupero del relitto dell’Agusta 109; la zona dove si è verificato è particolarmente impervia e l’area dovrà essere bonificata.

Il trasporto dell’elicottero dovrà avvenire tramite un secondo mezzo aereo, un secondo elicottero con una portata di molto superiore. Il motore dell’Agusta 109 è invece già stato recuperato. Il motore funziona, su questo tipo di velivoli, come una sorta di scatola nera. Da quel pezzo i tecnici dell’Ente nazionale per la sicurezza del volo o gli ingegneri della casa produttrice (dipende da quale modello di motore montava l’AW109) potranno recuperare dati relativi al volo e ricostruire con esattezza tutti gli spostamenti effettuati.

Al vaglio dei tecnici aeronautici, anche le trasmissioni radio effettuate durante il volo. Si tratta di perizie estremamente tecniche che saranno eseguite da incaricati estremamente specializzati in un settore molto complesso.

Per questa indagine l’autorità giudiziaria italiana collabora con gli enti svizzeri: l’elicottero si è infatti alzato in volo da altre confine. Grazioli è stato dimesso nelle scorse ore dall’ospedale di Circolo di Varese dove era stato ricoverato dopo l’incidente. Dimissioni prossime anche per Malher che nello schianto ha rimediato una brutta frattura al bacino: il finanziere è stato sottoposto ad intervento chirurgico ed è fuori pericolo. Malher, in seno alla vicenda, è ovviamente parte lesa, visto che viaggiava sull’elicottero come passeggero. Gli inquirenti stanno lavorando in modo serrato per stabilire l’accaduto e verificare se vi possano essere risvolti penalmente rilevanti in seguito all’incidente.


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