Le pagelle a sindaco e assessori
I quattro consiglieri comunali della Lista Orrigoni (Foto by Archivio)

Le pagelle a sindaco e assessori

Il consigliere comunale della Lista Orrigoni, Luca Boldetti, assegna i voti alla giunta Galimberti

VARESE - «Meno slogan e più fatti». È questo il messaggio che Luca Boldetti, giovane consigliere comunale della Lista Civica Paolo Orrigoni, lancia alla giunta Galimberti. Sottolineando come dopo oltre un anno di mandato ci siano state poche concretizzazioni di progetti. Boldetti sottolinea come «nell’attesa che i cittadini possano esprimersi sull’operato di sindaco e assessori con il referendum sullo stipendio del sindaco, ecco il pagellone del primo anno».

Che presenta polemizzando: «Cari Sindaco ed Assessori, è finito il tempo degli slogan facili. Basterebbero invece più ragionevolezza, meno presunzione e una maggiore capacità di ascolto. Alcune scelte possono essere anche buone, ma se applicate ideologicamente fanno solo danni. I cittadini vogliono anzitutto sburocratizzazione e semplicità, una città più sicura, vivibile ed accogliente, vogliono dei servizi utili alle esigenze quotidiane, maggiore attenzione alle categorie più deboli e una mobilità che tenga conto del territorio. Dopo un anno di spot, è ora di iniziare a lavorare per questi obiettivi».

E per rimarcare la sua posizione ha deciso di dare un voto ad ogni componente della giunta, sindaco in primis. Voti molto alti, dal momento che Boldetti ha scelto di misurare ironicamente quello che secondo lui sono i “non risultati” degli assessori.

Al sindaco Davide Galimberti dà un 9.

«Il più abile oratore dell’intera assemblea cittadina - dice Boldetti - riuscirebbe a convincerci che in realtà ha fatto le sedute di Giunta in ogni quartiere, o addirittura che sia un caso l’assunzione in Comune di colui che ha curato la sua campagna elettorale. Suo il copyright dello slogan “dopo 23 anni…” e “colpa dell’amministrazione precedente”. Scende di voto solo perchè farà decidere il proprio stipendio ai cittadini: roba da 5 Stelle... Un po’ come lo streaming: lasci perdere».

Al vicesindaco Daniele Zanzi il massimo del giudizio: un 10 e lode.

«Il migliore in questo primo anno e recordman nelle minacce di dimissioni. Caricatosi di numerosissime deleghe, dal turismo ai lavori pubblici, dall’ambiente alla cultura, raggiunge la lode grazie all’ostruzionismo verso l’unico investimento privato per la città: un colpaccio». E per la delega «alla Polizia Locale: se garantisse la sicurezza così come garantisce il “non-accordo” con la Lega Civica, dormiremmo tutti sonni più tranquilli».

L’assessore alla Pianificazione del Territorio Andrea Civati ottiene un 9.

«Subisce le critiche ingiuste dei cittadini per aver rivoluzionato -come da programma- la mobilità e la viabilità cittadina, ora decisamente migliori ed efficienti. Trepidiamo nell’attesa di poter pagare il parcheggio anche nei garage di casa nostra. Si dimostra sempre molto attivo e celere, come si è notato con i lavori in via del Ceppo. Anche su Facebook non è da meno: sul social pubblica ogni provvedimento della Giunta... tranne i suoi, come il Piano sosta: quanta umiltà! Infine fa e disfa (in scioltezza) le passerelle in zona stazioni, una vera chicca».

L’assessore al Commercio Ivana Perusin il voto 6,5.

«Assessore secondo per critiche solo a Civati, peraltro per scelte non sue. Artefice, insieme al sindaco, della magia sulla Cosap: un giorno c’è, quello dopo no. Ricordano un po’ mago Merlino e Morgana». L’assessore ai Servizi educativi Rossella Dimaggio il voto 7,5.

«Rivoluzione tariffaria “soft” la sua, ma comunque sufficiente a “convincere” buona parte delle famiglie a richiedere il pre-scuola o il dopo-scuola lungo (a pagamento). Segno tangibile di un miglioramento nel servizio, e non certo della riduzione degli orari standard. Solo un dubbio: alla terza scuola trasferita ce n’è una in omaggio?».

L’assessore ai Servizi sociali Roberto Molinari il voto 6,5.

«Grazie al “Piano regolatore del sociale” raggiunge una sufficienza abbondante, soprattutto per averlo approvato come da linee programmatiche entro dicembre 2016. Ovviamente senza il voto della commissione né del consiglio e senza pubblicazione o comunicazione alcuna ai cittadini: quasi uno 007».

L’assessore al Bilancio Cristina Buzzetti il voto 7,5.

«Ha un assessorato complesso e molto tecnico, il che non giova. Riesce a far passare sotto traccia il regolamento TARI (non doveva esserci la tariffa puntuale sui rifiuti?!) e, soprattutto, a nascondere le cifre relative al “Piano sosta”. Capolavoro!».

L’assessore all’Ambiente Dino De Simone il voto 7.

«Voto di incoraggiamento e per la simpatia, ora che ha di nuovo ottenuto da Zanzi la delega all’ambiente. Sperando solo che nei weekend pedonalizzati non venga rilevato l’inquinamento in centro, altrimenti è in guai grossi!».

L’assessore alle Politiche giovanili Francesca Strazzi il voto 6,5.

«Varese capitale dei giovani è una bellissima proposta, così come i numerosissimi eventi a favore dei giovani, soprattutto a Capodanno. Per fortuna ora, con il nuovo regolamento di polizia Urbana, la movida potrà continuare addirittura fino alle 23». E infine l’assessore alla Cultura Roberto Cecchi il voto 7,5. «Le aspettative su di lui sono altissime, un po’ come Ronaldo all’Inter. Sperando che non si trasformi in Gabigol. Soffre però di un particolare anatema: nei luoghi che vuole rilanciare viene puntualmente messa a pagamento la sosta. Tuttavia mezzo voto in più per il simpatico accento toscano, con l’augurio che durante il Festival del paesaggio ci sia bel tempo».


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