Zona franca a Varese? Sì ma non solo: «È la burocrazia a frenare l’impresa»
In Calabria e in Campania il governo ha aperto alle Zes per il rilancio produttivo di aree in difficoltà

Zona franca a Varese? Sì ma non solo: «È la burocrazia a frenare l’impresa»

Il confronto - In Calabria e in Campania il governo “apre” ma Varese resta freddina

Zone economiche speciali, il fronte delle imprese, in una fase in cui le difficoltà non mancano, ha una diversa scala di priorità. «Non siamo una provincia in declino» fa notare il presidente di Confartigianato Imprese Varese Davide Galli. Più perplessità che consensi per la proposta lanciata dall’Uniascom della provincia di Varese, di fare squadra a sostegno della proposta di legge per l’istituzione delle Zone economiche speciali (Zes) che giace da tempo in Parlamento dopo la promozione da parte di Regione Lombardia. Proprio mentre in Calabria e in Campania il governo “apre” ad analoghe iniziative per il rilancio produttivo di aree in difficoltà, Varese sembra guardare con più prudenza all’idea di istituire quella che, come la definisce l’avvocato amministrativista di Ascom Antonio Chierichetti, sarebbe «una zona franca di fatto». Così i rappresentanti di locali di Confcommercio provano a lanciare, per voce del vicepresidente Antonio Besacchi, «un ampio e trasversale fronte comune intorno alla Camera di commercio, una sorta di patto territoriale per istituire una pluralità di Zes». Perché, secondo Besacchi, c’è bisogno di «individuare gli strumenti per una seconda grande ricostruzione di questo territorio che vede Varese come punto di riferimento». Nella consapevolezza, sottolineata dal presidente di Uniascom Giorgio Angelucci, che «un’industria fiorente porta ricadute anche per il commercio. Ricordo il fervore che c’era in questo territorio quando sorgevano Ignis, Bassani e Calzaturificio di Varese». Ma per l’Unione degli Industriali di Varese non è il momento di farsi prendere dalla nostalgia: «In questa provincia esportiamo oltre 10 miliardi, con un saldo di più di 4, e abbiamo tante eccellenze - ricorda Vittorio Gandini, direttore di Univa - le nostre imprese si confrontano con il mondo, non con il Canton Ticino. Dobbiamo essere attrattivi per ben altri aspetti rispetto ad una Zes. Sburocratizzazione, semplificazione, formazione: sono questi gli strumenti su cui puntare». «Varese non è una provincia in declino» aggiunge Davide Galli, presidente di Confartigianato. «La competitività dovrebbe essere rilanciata da condizioni generali di ritorno del manifatturiero. E a Varese qualcosa abbiamo fatto, ad esempio sulla formazione duale». Galli elenca una serie di criticità: «Le risorse: come si finanzia la Zes? Quanto durerà questo intervento? E poi: dove tiriamo la riga? Potrebbe creare problemi a chi resta fuori. Non dimentichiamoci che, al di là del discorso della tassazione, è la burocrazia su cui la Svizzera ci brucia: ma con interventi a costo zero si invertirebbe il trend». Il presidente di Camera di Commercio Renato Scapolan è pronto a «portare la proposta negli organi camerali», ma avverte: «Non è costume di questo territorio il lamento. È l’Italia che ha bisogno di una svolta: facciamo squadra per far capire al legislatore che serve meno burocrazia».

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