Intitolazione di Malpensa a Silvio Berlusconi: tutto fermo, il Tar rinvia la decisione

Al momento, gli altri scali lombardi mantengono le loro intitolazioni: Linate a Enrico Forlanini, Orio al Serio a Caravaggio. Malpensa, invece, resta in una fase di sospensione in attesa della decisione del Tar (foto d'archivio)

MILANO – A due anni dalla decisione formale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di intitolare l’aeroporto di Milano Malpensa a Silvio Berlusconi, nulla è cambiato nella segnaletica dello scalo. Nessuna scritta o insegna visibile riporta il nome del fondatore di Forza Italia: l’intitolazione, di fatto, esiste solo nei documenti ufficiali e su fonti online come Wikipedia.

Il motivo è il ricorso al Tar presentato dal Comune di Milano, poi unificato con quello dei tre Comuni su cui si estende l’aeroporto: Somma Lombardo, Samarate e Cardano al Campo. Tutti hanno contestato la decisione, ricordando che “Malpensa” non è un Comune, ma una località storica, a differenza di altri aeroporti italiani.

Il ricorso è stato discusso mercoledì 14 gennaio al Tar della Lombardia. In giudizio si sono costituiti contro il ricorso il Ministero delle Infrastrutture (guidato da Matteo Salvini), Enac, Regione Lombardia e, in udienza, anche la Presidenza del Consiglio. La sentenza è stata rinviata: non ci sono tempi certi per il pronunciamento.

Nel frattempo, dal territorio sono emerse diverse proposte alternative di intitolazione, supportate trasversalmente. Tra queste spicca quella di Gianni Caproni, pioniere dell’industria aeronautica italiana, e quella di Rosina Ferrario, prima donna italiana a conseguire il brevetto di pilota. È stata inoltre promossa una petizione con 84mila firme per dedicare Malpensa a Luca Attanasio, ambasciatore italiano ucciso in Congo.

Al momento, gli altri scali lombardi mantengono le loro intitolazioni: Linate a Enrico Forlanini, Orio al Serio a Caravaggio. Malpensa, invece, resta in una fase di sospensione in attesa della decisione del Tar.