Un’operazione contro il bracconaggio e il commercio illegale di fauna selvatica ha portato al sequestro di undici uccelli a Gemonio. Gli agenti della Polizia Provinciale di Varese hanno rinvenuto nove cardellini e due lucherini detenuti in violazione della normativa sulla tutela della fauna.
Gli esemplari appartengono a specie protette e risultavano privi di anello identificativo inamovibile, elemento obbligatorio per certificare la nascita in cattività e la legittima provenienza degli animali.
Animali senza tracciabilità
Secondo la normativa italiana, ogni uccello detenuto legalmente deve essere dotato di un sistema di marcatura che ne garantisca la tracciabilità. In assenza di questi requisiti, la legge presume che gli animali possano essere stati prelevati in natura, pratica vietata dalla normativa vigente.
Nel caso di Gemonio, gli agenti hanno riscontrato l’assenza o l’irregolarità degli anelli identificativi, configurando così una violazione amministrativa e penale.
Sequestro e profili giudiziari
Oltre alle contestazioni legate alla legge sulla tutela della fauna selvatica (Legge 157/1992), è scattata anche la denuncia per il reato di incauto acquisto.
Il provvedimento di sequestro è stato successivamente convalidato dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Varese.
Il trasferimento al centro di recupero
Gli undici uccelli sono stati affidati al CRAS Vanzago, dove veterinari e operatori specializzati stanno valutando le condizioni di salute degli esemplari.
L’obiettivo è il reinserimento in natura, ma solo dopo un periodo di osservazione e riabilitazione. Gli animali dovranno dimostrare di saper volare autonomamente e nutrirsi senza assistenza prima di poter essere liberati.
Un fenomeno ancora diffuso
Il caso si inserisce in un più ampio contesto di controlli sul territorio contro il traffico illecito di piccoli passeriformi, specie molto ricercate per il canto e il piumaggio.
Le autorità ricordano che la detenzione di fauna selvatica senza documentazione è un reato e che i controlli proseguiranno su tutto il territorio provinciale per contrastare il fenomeno del bracconaggio e tutelare la biodiversità locale.













