Si allarga l’inchiesta sulla rissa sfociata nell’omicidio di Enzo Ambrosino, avvenuto nella notte tra il 10 e l’11 aprile a Induno Olona. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Varese, su richiesta della Procura, ha disposto nuovi arresti nell’ambito delle indagini coordinate dai carabinieri.
Tra le persone raggiunte dalla misura cautelare figura anche il secondo figlio di Gesuino Corona, ritenuto dagli investigatori l’autore materiale dell’omicidio. L’uomo è assistito dall’avvocato Domenico Margariti.
Gli altri due arrestati, difesi dall’avvocato Roberto Donetti, sono fratelli residenti in provincia di Varese. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, i due sarebbero stati presenti sul luogo della rissa a bordo di una delle vetture utilizzate per raggiungere via Porro, mentre un secondo mezzo coinvolto sarebbe stata la motocicletta guidata da Gesuino Corona.
Gli investigatori ritengono inoltre che i due fratelli abbiano partecipato al successivo trasporto dei feriti appartenenti alla fazione Corona verso l’ospedale, dove sarebbero arrivati dopo aver incontrato un’ambulanza durante il tragitto.
Dopo gli interrogatori di garanzia svolti nei giorni scorsi, tutti e tre i nuovi arrestati sono stati posti agli arresti domiciliari. Restano invece in carcere Gesuino Corona e Gennaro Ambrosino, padre della vittima, per il quale il difensore Paolo Bossi aveva chiesto al Tribunale del Riesame una riduzione della misura cautelare.
Secondo quanto emerso dalle indagini, la violenta rissa sarebbe nata da un debito di poche centinaia di euro. I nuovi indagati hanno scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere durante gli interrogatori.
Nel frattempo si attendono anche i risultati dell’esame autoptico disposto dalla Procura. La famiglia di Enzo Ambrosino è assistita dall’avvocato Marco Lacchin.
I carabinieri hanno spiegato che l’attività investigativa ha consentito di raccogliere elementi ritenuti concordanti sulla partecipazione dei nuovi indagati alla rissa insieme ai soggetti già arrestati nelle settimane precedenti. Gli investigatori hanno inoltre precisato che un ulteriore provvedimento cautelare è stato emesso anche nei confronti di una quarta persona coinvolta nei fatti, attualmente però irreperibile.













