CASSANO MAGNAGO – Proseguono gli accertamenti sulla morte di Pierina Buffon, la donna deceduta dopo lo schianto stradale avvenuto a Cassano Magnago e per il quale è indagato l’ex compagno Fulvio Ielmini. Il prossimo passaggio è fissato per giovedì 22 ottobre, alle 10, quando in Procura a Busto Arsizio è previsto il giuramento del perito incaricato dell’autopsia.
Un appuntamento importante nell’ambito dell’inchiesta, che punta a chiarire le cause del decesso e a raccogliere elementi medico-legali utili alla ricostruzione della vicenda.
Al momento, nei confronti di Ielmini non è stata ancora adottata alcuna misura cautelare. A confermarlo è l’avvocato Angelo Luini, legale dell’uomo, che segue gli sviluppi dell’indagine in attesa dei prossimi accertamenti.
Attesa anche per la perizia cinematica
Oltre all’autopsia, uno dei passaggi centrali per fare luce sulla morte di Buffon riguarda la ricostruzione tecnica dell’incidente. La perizia cinematica dovrà contribuire a chiarire la dinamica dello schianto, analizzando le condizioni in cui è avvenuto l’impatto e gli elementi utili a ricostruire la sequenza dei fatti.
Per il conferimento di questo secondo incarico, tuttavia, non è stata ancora fissata una data.
Secondo quanto riferito dal difensore, una possibile decisione sulla posizione del suo assistito potrebbe arrivare dopo questo ulteriore passaggio investigativo. Al momento, dunque, l’inchiesta resta aperta e in attesa di nuovi elementi tecnici.
L’ipotesi dei 140 chilometri orari prima dell’impatto
Tra gli aspetti al vaglio degli investigatori c’è la velocità dell’auto condotta da Ielmini. Secondo i primi accertamenti della polizia locale, la berlina avrebbe raggiunto circa 140 chilometri orari prima di scontrarsi con la vettura sulla quale viaggiava Pierina Buffon.
Un dato che dovrà essere valutato nel quadro complessivo delle indagini e degli accertamenti tecnici, chiamati a definire con maggiore precisione la dinamica dell’incidente.
Gli investigatori stanno inoltre approfondendo gli elementi relativi alla precedente relazione tra i due. Tra questi figurano alcuni dispositivi GPS che sarebbero stati trovati nell’auto della donna e una diffida inviata all’uomo dopo la fine del rapporto.
Circostanze che rientrano nel quadro investigativo e che dovranno essere esaminate insieme agli altri elementi raccolti.
L’inchiesta sulla morte della donna
La Procura sta lavorando per ricostruire l’esatta dinamica dello schianto e verificare gli elementi che hanno portato a ipotizzare il reato di omicidio volontario aggravato, con riferimento anche all’ipotesi di femminicidio.
Gli accertamenti medico-legali e la futura perizia cinematica rappresentano due passaggi distinti ma fondamentali per approfondire la vicenda: il primo dovrà fornire indicazioni sulle cause e sulle circostanze del decesso, mentre il secondo sarà chiamato a ricostruire sul piano tecnico la dinamica dell’impatto.
Per giungere a una ricostruzione completa sarà necessario attendere gli esiti degli accertamenti e le successive valutazioni dell’autorità giudiziaria. Nel frattempo, la posizione di Fulvio Ielmini resta al centro dell’inchiesta, ancora priva di una misura cautelare nei suoi confronti.













