Arresto cardiaco, i soccorsi raggiungono l’indirizzo sbagliato: 75enne muore dopo il ricovero

Arresto cardiaco, i soccorsi raggiungono l’indirizzo sbagliato: 75enne muore dopo il ricovero
L’uomo si trovava in piazza Marconi a Quero, ma ambulanza ed elisoccorso sono stati inizialmente indirizzati verso via Marconi ad Alano di Piave. La Procura dovrà chiarire se il ritardo abbia influito sul decesso.

SETTEVILLE (BL)– Un caso di omonimia tra due indirizzi dello stesso Comune avrebbe ritardato i soccorsi destinati a un uomo di 75 anni colpito da arresto cardiaco. Il pensionato si trovava in piazza Marconi, nella località di Quero, ma i mezzi di emergenza sono stati inizialmente indirizzati verso via Marconi ad Alano di Piave, a diversi chilometri di distanza.

Dopo essersi accorti dell’errore, i soccorritori hanno raggiunto l’indirizzo corretto e trasferito l’uomo d’urgenza in ospedale. Il settantacinquenne è però morto alcuni giorni più tardi. Al momento non è stato accertato se il ritardo abbia avuto un ruolo nel decesso: la salma è stata messa a disposizione dell’autorità giudiziaria per gli approfondimenti medico-legali.

L’equivoco dopo la fusione dei Comuni

La confusione sarebbe legata alla particolare organizzazione territoriale di Setteville, Comune della provincia di Belluno istituito il 22 gennaio 2024 attraverso la fusione di Alano di Piave e Quero Vas. Quest’ultimo era già nato in precedenza dall’unione tra Quero e Vas.

La nascita del nuovo ente ha fatto confluire sotto un’unica amministrazione diverse strade con denominazioni uguali o molto simili. In questo caso la presenza di una piazza Marconi a Quero e di una via Marconi ad Alano di Piave avrebbe tratto in errore il sistema di localizzazione, conducendo i soccorritori nella località sbagliata.

Il Comune aveva già aggiunto indicazioni territoriali agli indirizzi omonimi, ma la soluzione provvisoria non è stata sufficiente a evitare l’equivoco. L’amministrazione ha ora annunciato una revisione della toponomastica: entro l’autunno dovrebbe essere modificato il nome di una decina di vie, così da impedire il ripetersi di episodi analoghi.

Resta ora da ricostruire la sequenza completa dell’intervento e da stabilire, attraverso gli accertamenti disposti dalla Procura, le cause della morte e l’eventuale incidenza del ritardo nell’arrivo dei soccorsi.

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