Incendio di Crans-Montana, migliorano le condizioni dei giovani feriti

Una ragazza trasferita dal Niguarda a Cesena per essere più vicina alla famiglia. Bertolaso: “Percorso complesso, ma le risposte dei pazienti sono incoraggianti”.

Prosegue, seppur lentamente, il miglioramento delle condizioni dei giovani rimasti coinvolti nel drammatico incendio avvenuto a Crans-Montana, in Svizzera. Nella giornata di ieri una delle ragazze ricoverate all’ospedale Niguarda di Milano è stata trasferita a Cesena, scelta che consentirà una maggiore vicinanza ai familiari durante il delicato percorso di cura.

A fare il punto sull’evoluzione clinica è Guido Bertolaso, assessore regionale al Welfare, che sta seguendo la situazione fin dai primi momenti successivi all’incidente. L’impegno del sistema sanitario lombardo, ha spiegato, è stato costante e quotidiano sin dall’inizio, con un’attenzione non solo clinica ma anche umana nei confronti dei ragazzi e delle loro famiglie.

Verso le prime dimissioni

Le notizie che arrivano dagli ospedali sono incoraggianti. Se il miglioramento dovesse proseguire con l’attuale andamento, già nei prossimi giorni potrebbero essere valutate le prime dimissioni. La risposta dei pazienti alle cure viene definita positiva, a conferma dell’efficacia dei trattamenti e della capacità di reazione dei giovani coinvolti.

Percorsi di cura ancora lunghi

Nonostante i segnali positivi, il cammino verso la completa guarigione resta complesso. I ragazzi dovranno affrontare ancora fasi di controllo, prevenzione e monitoraggio nelle settimane a venire. I percorsi di cura, come sottolineato, saranno articolati e di lunga durata, richiedendo continuità assistenziale e attenzione costante.

L’obiettivo: uscire dal pericolo

La priorità resta quella di poter dichiarare quanto prima tutti i pazienti fuori pericolo di vita. Un traguardo non ancora raggiunto, ma verso il quale, secondo quanto riferito, il percorso intrapreso sta procedendo nella direzione giusta.

Nel frattempo Regione Lombardia conferma la propria vicinanza concreta ai giovani e alle loro famiglie, garantendo supporto sanitario di alto livello e accompagnamento umano in ogni fase della degenza, in un contesto che sta mettendo in luce la qualità e la professionalità del sistema ospedaliero regionale.