Giovanni Castelli lancia la sua candidatura a Laveno Mombello

Il progetto del centrodestra punta sulla partecipazione: «Il programma deve nascere dai cittadini»

La campagna elettorale a Laveno Mombello entra nel vivo e Giovanni Castelli rompe gli indugi, presentando con decisione l’identità del proprio progetto politico-amministrativo in vista delle elezioni comunali della prossima primavera. Al centro della sua proposta, sostenuta dall’area del centrodestra e indicata tra le candidature di riferimento da Fratelli d’Italia, c’è un principio che Castelli definisce imprescindibile: la partecipazione attiva della comunità.

«Un programma elettorale non è un documento burocratico riservato a pochi addetti ai lavori, ma un vero e proprio patto sociale», afferma Castelli. «È fondamentale che ogni punto sia condiviso da chi vive e lavora nel nostro Comune, affinché lo senta profondamente proprio. I residenti non sono spettatori, né tantomeno sudditi, ma la linfa vitale del paese. Governare senza ascolto sarebbe impensabile e sbagliato».

Castelli chiarisce anche il percorso che lo ha condotto alla candidatura, sottolineando l’origine dal basso del progetto. «Ringrazio il consenso già espresso da alcune forze del centrodestra, e da quelle che seguiranno, ma è giusto precisare che questo progetto è nato spontaneamente mesi fa da un gruppo di amici e professionisti, in parte estranei alla politica e alle logiche di partito, che si sono messi insieme per immaginare il futuro di Laveno».

Un progetto che non rinnega però il ruolo dei partiti. «Laveno non è un’isola – spiega –. Per amministrare in modo efficace servono alleanze, relazioni e capacità di dialogo con i livelli istituzionali superiori. In questo senso i partiti svolgono un ruolo importante, come ponte e come rete».

Il cuore della proposta amministrativa è dichiaratamente concreto e quotidiano. «Sicurezza, pulizia, ordine, decoro, facilità di spostamento e parcheggio non sono slogan vuoti o propaganda, ma bisogni reali. Rimettere al centro ciò che conta davvero per le persone è il punto di partenza e di arrivo di ogni azione amministrativa».

Castelli declina poi le priorità in tre ambiti chiave. Famiglie, con il sostegno ai servizi e alla conciliazione tra vita e lavoro, in un contesto di sicurezza diffusa: «Un paese sicuro è un luogo in cui si vive, ci si incontra e ci si diverte, non solo un posto dove ci si chiude in casa». Cittadini, con un ascolto costante e inclusivo, senza barriere istituzionali, culturali, religiose, di genere o di età. Territorio, con la valorizzazione dell’ambiente e delle risorse locali, a partire da chi lavora sul posto, in particolare i commercianti, definiti «presidio fondamentale della qualità della vita».

«Amministrare un Comune significa rispondere alle esigenze reali delle famiglie, ma anche dei singoli – conclude Castelli –. È questa l’unica risposta che i cittadini si aspettano dal loro sindaco. È una sfida complessa, ma possibile se affrontata insieme».