VARESE – Code già dalle prime ore del mattino, auto in fila davanti alle pompe e distributori presi d’assalto. Il nuovo listino annunciato dal Gruppo Eni ha avuto un effetto immediato anche in provincia di Varese, dove numerosi automobilisti hanno deciso di approfittare della riduzione dei prezzi per fare il pieno.
Per la rete Enilive è stato fissato un prezzo massimo di 1,990 euro al litro per la benzina e 2,190 euro per il diesel. Un livello sensibilmente più basso rispetto alle quotazioni medie delle ultime settimane e sufficiente a spingere molti automobilisti verso i distributori del gruppo, in particolare quelli più facilmente raggiungibili e situati nei pressi dei principali snodi viari e autostradali.
Code fin dall’apertura
A Capolago, a Varese, la situazione si è fatta evidente già nelle prime ore della giornata. Con l’apertura del distributore si sono formate file di circa una decina di automobili, rimaste costanti nel corso della mattinata.
Una situazione simile è stata registrata anche in altri impianti Eni del capoluogo e della provincia, compresi quelli di Busto Arsizio e Gallarate.
A spingere gli automobilisti è soprattutto la possibilità di risparmiare sul rifornimento dopo settimane caratterizzate dall’aumento dei prezzi. Il provvedimento dovrebbe rimanere in vigore per almeno 30 giorni, ma in molti hanno preferito non rimandare, scegliendo di fare subito rifornimento per approfittare del nuovo prezzo.
L’elevata affluenza si è fatta sentire anche sull’attività degli impianti. Nelle prime ore della giornata, infatti, le vendite sono risultate molto superiori alla media, tanto da rendere necessario un potenziamento delle forniture per rispondere alla domanda.
«L’affluenza è notevole – racconta un benzinaio – abbiamo triplicato le vendite in queste prime ore. Se continua così potremo anche restare senza carburante, ma ci hanno garantito che la distribuzione con le autobotti sarà potenziata».
Il prezzo può cambiare da un impianto all’altro
Il nuovo tetto riguarda gli impianti Enilive di proprietà di Eni. Per i distributori convenzionati, invece, il valore indicato rappresenta una raccomandazione e non necessariamente un limite vincolante.
Di conseguenza, il prezzo effettivamente praticato può variare da un distributore all’altro, anche all’interno della stessa provincia. È quindi possibile trovare differenze tra i diversi impianti in base alla loro gestione e alle condizioni applicate.
Nel frattempo, anche i dati ufficiali sulla rete nazionale mostrano un lieve calo dei prezzi medi.
Secondo i dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, questa mattina la benzina in modalità self service viene indicata a 2,152 euro al litro, contro i 2,159 euro della giornata precedente. Per il gasolio la media si attesta invece a 2,369 euro al litro, rispetto ai 2,377 euro del giorno precedente.
Sulla rete autostradale i valori restano più elevati: la media è di 2,214 euro al litro per la benzina e 2,420 euro per il diesel.
Anche Ip annuncia interventi sui prezzi
Alla decisione di Eni si aggiunge intanto l’iniziativa annunciata da Socar, che ha comunicato l’intenzione di intervenire a sua volta sui prezzi attraverso la controllata italiana Ip.
In questo caso, tuttavia, non è stato ancora stabilito un prezzo massimo unico. Il valore dovrebbe essere determinato tenendo conto delle condizioni della filiera e delle dinamiche di mercato.
Le iniziative dei diversi operatori potrebbero quindi avere un impatto significativo sui prezzi praticati alla pompa e interessare una parte consistente della rete italiana.
Ma in provincia di Varese l’effetto è già visibile.













