Doveva essere il viaggio dei sogni, quello atteso per mesi, soprattutto dai bambini. Il 27 dicembre 2025, al Terminal 2 di Malpensa, famiglie cariche di aspettative salgono a bordo del volo EJU3977 EasyJet diretto a Rovaniemi, nel cuore della Lapponia, la terra di Babbo Natale. Valigie invernali, sorrisi e macchine fotografiche pronte a immortalare un’esperienza speciale. Ma quell’aereo non arriverà mai a destinazione.
Il decollo avviene con ritardo. In volo, però, arriva la comunicazione: le condizioni meteo su Rovaniemi non consentirebbero l’atterraggio e il comandante decide di dirottare su Stoccolma. Una scelta che, di per sé, rientra nella normalità del traffico aereo. A far esplodere la polemica è ciò che accade dopo.
Ore bloccati a bordo e poi il ritorno a Milano
Secondo le numerose testimonianze pubblicate sui social, i passeggeri restano per oltre tre ore sull’aereo a Stoccolma, senza informazioni chiare. Nel frattempo, raccontano, altri voli di compagnie diverse riescono ad atterrare regolarmente a Rovaniemi, alimentando dubbi e frustrazione.
Alla fine arriva la decisione: rientro a Malpensa, con atterraggio intorno alle 3 del mattino. Ai passeggeri viene promessa una riprotezione con un nuovo volo il giorno successivo. Ma quella promessa, sostengono in molti, non verrà mai mantenuta.
Famiglie lasciate senza soluzioni
Oltre 200 persone, tra cui numerose famiglie con bambini piccoli, si ritrovano così in aeroporto nel cuore della notte, senza hotel, senza assistenza e senza indicazioni su come ripartire. Molti sono costretti ad arrendersi: la vacanza sfuma prima ancora di iniziare. Le spese già sostenute per alloggi, escursioni e attività in Lapponia diventano perdite economiche importanti, ma il danno, raccontano, è soprattutto emotivo.
La protesta esplode sui social
La rabbia dei passeggeri si riversa sui social network. Sotto i post del CEO EasyJet Kenton Jarvis, che nei giorni precedenti aveva celebrato il 2025 come un anno “straordinario” per la compagnia, compaiono decine di commenti di chi era a bordo del volo EJU3977. Stesso copione sotto i contenuti promozionali dedicati ai voli per la Lapponia.
Il tema ricorrente non è solo il maltempo, che molti mettono apertamente in discussione, ma la totale mancanza di assistenza e comunicazione.
«Siamo stati dirottati a Stoccolma, tenuti ore a bordo senza informazioni e poi riportati a Milano con la promessa di un volo mai organizzato», racconta Camilla su Facebook. «Nel frattempo altri aerei sono arrivati regolarmente a destinazione. Siamo stati lasciati senza alternative, con bambini e vacanze distrutte. È inaccettabile».
Altri commenti parlano di bambini in lacrime, famiglie invitate di fatto ad “arrangiarsi”, e di un senso di abbandono che ha segnato profondamente l’esperienza.
Disagi anche al ritorno
Per chi è riuscito comunque a raggiungere la Lapponia acquistando nuovi biglietti a proprie spese, i problemi non sono finiti. Alcuni passeggeri raccontano che anche il volo di rientro del 3 gennaio 2026 è stato cancellato, sempre da EasyJet, per un presunto guasto tecnico. La successiva riprotezione avrebbe previsto un aereo con meno posti disponibili, lasciando a terra decine di persone.
«Due giorni per arrivare e tre per tornare, scrive Lucia. Doveva essere una vacanza magica, per cui abbiamo risparmiato mesi. È stata devastante».
Ora i passeggeri chiedono spiegazioni ufficiali e risarcimenti adeguati, mentre la vicenda continua ad alimentare polemiche sulla gestione delle emergenze e sull’assistenza ai viaggiatori nei periodi di punta.













