Lago Maggiore, il caldo fa scendere il livello di 20 centimetri: “Situazione critica, ma lontana dall’emergenza del 2022”

Lago Maggiore, il caldo fa scendere il livello di 20 centimetri: “Situazione critica, ma lontana dall’emergenza del 2022”
Il Tavolo regionale sulla risorsa idrica fotografa una severità idrica "media". Il bacino del Verbano è al 48% di riempimento: garantite per ora navigazione e ormeggi, mentre prosegue il monitoraggio.

Il grande caldo e la persistente assenza di precipitazioni continuano a farsi sentire anche sul Lago Maggiore, che negli ultimi giorni ha registrato un abbassamento del livello di circa 20 centimetri. Una situazione che resta sotto stretta osservazione, ma che, secondo Regione Lombardia, non presenta al momento le criticità estreme vissute nell’estate del 2022, quando la siccità raggiunse livelli record.

È quanto emerso dal Tavolo regionale per l’utilizzo della risorsa idrica in agricoltura, riunito il 2 luglio a Palazzo Lombardia e coordinato dagli assessori regionali Massimo Sertori e Alessandro Beduschi. L’incontro ha fatto il punto sulle disponibilità idriche dei principali bacini lombardi e sulle prospettive per le prossime settimane.

I dati aggiornati delineano un quadro di “severità idrica media” su tutto il territorio regionale, in linea con le valutazioni dell’Osservatorio permanente per gli utilizzi idrici del Distretto del fiume Po. In Lombardia il deficit idrico medio è stimato intorno al 36% rispetto ai valori storici del periodo, mentre nei bacini del Ticino, dell’Adda, dell’Oglio e del Brembo la carenza supera di poco il 40%. Meno critica, invece, la situazione del sistema Garda-Mincio, dove il deficit si attesta intorno al 20%.

Per quanto riguarda il Lago Maggiore, il livello idrometrico rilevato alle ore 8 del 2 luglio è pari a +38,2 centimetri, corrispondente a circa il 48% della capacità di riempimento, ben al di sopra dei valori registrati durante la grave siccità del 2022, quando il lago era sceso fino a +11 centimetri sullo zero idrometrico.

L’acqua rilasciata verso il Ticino ha raggiunto una portata di 200 metri cubi al secondo, pari a circa l’80% delle competenze previste. Le consistenti erogazioni delle scorse settimane, necessarie per sostenere l’irrigazione delle campagne messe a dura prova dalle alte temperature, hanno contribuito al calo del livello del lago. Tuttavia, la successiva riduzione dei rilasci e i temporali che hanno interessato le aree alpine e prealpine hanno rallentato la discesa del Verbano.

«Abbiamo fatto bene a ridurre le erogazioni – ha spiegato l’assessore Massimo Sertori – dopo una prima fase nella quale i grandi laghi sono riusciti a soddisfare le esigenze irrigue della pianura».

Al momento, nonostante il calo registrato, il Lago Maggiore mantiene livelli che non compromettono la navigazione né l’operatività degli approdi. Regione Lombardia continuerà comunque a monitorare costantemente l’evoluzione della situazione, soprattutto in vista delle prossime settimane, quando le condizioni meteorologiche saranno determinanti per l’equilibrio delle risorse idriche.

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