Varese saluta uno dei protagonisti della sua storia culturale. È morto Eligio Pontiggia, storico libraio della città, figura simbolo della libreria di corso Moro e punto di riferimento per intere generazioni di lettori. Aveva 91 anni e, di questi, ben 72 li aveva trascorsi tra scaffali, volumi e consigli di lettura, trasformando il suo lavoro in una vera missione culturale.
Una vita dedicata ai libri
Entrato giovanissimo nell’attività di famiglia, Pontiggia ha dedicato tutta la propria esistenza al mondo dell’editoria e della lettura. Per decenni è stato molto più di un commerciante: era un conoscitore di autori, un consigliere attento e una presenza familiare per chiunque varcasse la soglia della libreria.
Per tanti varesini, acquistare un libro significava semplicemente “andare da Pontiggia”. Un’espressione diventata parte del linguaggio quotidiano, simbolo di un luogo dove la cultura si intrecciava con il rapporto umano.
Una scelta coraggiosa per garantire il futuro
Nel 2007, di fronte ai profondi cambiamenti del mercato librario e alle crescenti difficoltà delle librerie indipendenti, Eligio Pontiggia prese una decisione sofferta ma lungimirante: cedere lo storico marchio per garantirne la continuità.
La scelta ricadde su Feltrinelli, non soltanto per assicurare un futuro alla libreria, ma anche per preservarne l’identità. Pontiggia lavorò affinché il negozio mantenesse la propria vocazione culturale e, soprattutto, riuscì a ottenere la salvaguardia di tutti i dipendenti storici, considerandoli parte integrante di una storia costruita negli anni.
All’epoca spiegò come quella fosse una scelta necessaria per assicurare qualità e continuità al servizio, senza rinunciare al valore delle persone, elemento che aveva sempre posto al centro della sua attività.
Un’eredità che va oltre una libreria
Con la scomparsa di Eligio Pontiggia, Varese perde non soltanto uno storico commerciante, ma un autentico custode della cultura cittadina. Il suo contributo ha attraversato generazioni, accompagnando studenti, insegnanti, famiglie e appassionati nella scoperta della lettura in un’epoca in cui la libreria rappresentava un luogo di incontro, confronto e crescita.
Il suo nome resterà indissolubilmente legato a uno dei luoghi simbolo del centro cittadino e a una concezione del mestiere di libraio fatta di competenza, ascolto e passione. Un patrimonio umano e culturale che continuerà a vivere nella memoria di chi, almeno una volta, è entrato in quella libreria in cerca di un libro e ne è uscito con molto di più.













