Mondiali nel caos, dopo Balogun anche la Francia sfida la FIFA: chiesta la cancellazione del giallo a Olise

Mondiali nel caos, dopo Balogun anche la Francia sfida la FIFA: chiesta la cancellazione del giallo a Olise
La Federazione francese valuta un ricorso dopo il controverso precedente che ha permesso all'attaccante degli Stati Uniti di evitare la squalifica. Il caso rischia di aprire una nuova stagione di polemiche sul regolamento disciplinare.

Il caso Balogun continua a scuotere i Mondiali 2026 e rischia di aprire un fronte destinato ad allargarsi. Dopo la decisione della FIFA di sospendere la squalifica inflitta all’attaccante degli Stati Uniti, consentendogli di disputare gli ottavi di finale contro il Belgio, anche la Francia starebbe valutando un’analoga richiesta per Michael Olise.

Secondo quanto riportato da L’Équipe, la Federcalcio francese starebbe preparando un reclamo per ottenere l’annullamento del cartellino giallo ricevuto dall’esterno del Bayern Monaco nei minuti di recupero della sfida vinta 1-0 contro il Paraguay.

Il precedente Balogun divide il calcio

La decisione della Commissione disciplinare FIFA sul caso Balogun ha suscitato numerose polemiche. L’attaccante statunitense era stato espulso con un cartellino rosso diretto nella partita contro la Bosnia, una sanzione che, secondo il Codice disciplinare FIFA, comporta automaticamente almeno una giornata di squalifica.

Attraverso l’applicazione dell’articolo 27 del regolamento disciplinare, la FIFA ha però disposto una sospensione condizionale della sanzione, consentendo al giocatore di essere regolarmente disponibile per la gara successiva. Una scelta che molti osservatori hanno definito senza precedenti, perché supera il principio secondo cui un’espulsione comporta necessariamente almeno un turno di stop.

La vicenda aveva già provocato forti reazioni nel mondo del calcio, con critiche da parte di dirigenti e addetti ai lavori, preoccupati per il precedente che una simile interpretazione del regolamento potrebbe creare.

La Francia punta sul caso Olise

Proprio facendo leva su questo precedente, la Federazione francese ritiene di poter chiedere un trattamento analogo per Michael Olise.

L’esterno offensivo è stato ammonito nel recupero della partita contro il Paraguay per un contatto con Matías Galarza. Secondo i francesi, dalle immagini emergerebbe come il giocatore transalpino abbia appena sfiorato l’avversario e che l’ammonizione sia stata eccessivamente severa.

L’eventuale cancellazione del cartellino avrebbe un peso significativo sul percorso della Francia nel torneo. Olise è infatti entrato in diffida e, in caso di una nuova ammonizione nei quarti di finale contro il Marocco, sarebbe costretto a saltare l’eventuale semifinale per squalifica.

Un precedente destinato a far discutere

Il caso rischia ora di aprire una nuova fase di ricorsi e richieste analoghe da parte delle federazioni impegnate nel Mondiale. Se la FIFA dovesse accogliere anche l’istanza francese, il principio secondo cui le sanzioni disciplinari possono essere riviste anche dopo l’applicazione sul campo assumerebbe un peso completamente nuovo.

Al contrario, un eventuale rigetto alimenterebbe inevitabilmente le polemiche sul diverso trattamento riservato ai singoli casi.

In un Mondiale già segnato da numerose controversie fuori dal campo, la gestione disciplinare rischia così di diventare uno dei temi più discussi della competizione, con possibili ripercussioni anche sulle prossime fasi del torneo.

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