ROMA – La Lega alza un muro sull’adesione dell’Ucraina all’Unione europea e apre un nuovo fronte all’interno della maggioranza. Il partito guidato da Matteo Salvini si dice “assolutamente contrario” all’allargamento a Kiev, definendolo un possibile “danno economico e sociale”.
La posizione arriva mentre Bruxelles lavora all’apertura dei primi capitoli negoziali già nel mese di giugno, dopo l’uscita di scena di Viktor Orban in Ungheria. Parole che hanno provocato la replica del vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani: “Noi siamo favorevoli”.
Le opposizioni attaccano il governo sul tema. Enrico Borghi, di Italia Viva, parla di “totale corto circuito nel governo su un tema così cruciale”. Il Partito democratico chiede invece a Giorgia Meloni di “sconfessare la Lega”, accusata di portare avanti “un’agenda filorussa”.
Nel frattempo continua lo scontro diplomatico legato alla guerra. L’ambasciata russa in Italia sostiene che Roma non abbia condannato un raid contro un dormitorio e accusa il Paese di “farsi complice del regime terrorista di Kiev”.
Sul fronte internazionale, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha chiesto a Donald Trump “più munizioni per fermare i missili di Mosca”.













