Manifestazione non autorizzata ad Azzate: ancora una volta assolti i militanti di Do.Ra.

Il fatto non è più reato dopo il decreto sicurezza: atti trasmessi alla Prefettura per la sanzione amministrativa

VARESE – Assolti perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato. Si chiude così, davanti al Tribunale di Varese, il procedimento nei confronti di dieci militanti del gruppo di estrema destra “Dodici Raggi”, tra cui il leader Alessandro Limido, denunciati per una manifestazione non autorizzata avvenuta ad Azzate nel maggio 2021.

Il cambio della legge

All’epoca dei fatti, la violazione dell’articolo 18 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza – che impone di comunicare alla Questura lo svolgimento di una riunione in luogo pubblico almeno tre giorni prima – costituiva reato penale, punito con arresto e ammenda.

Con l’entrata in vigore del cosiddetto “decreto sicurezza”, approvato a fine febbraio, la fattispecie è stata depenalizzata e trasformata in illecito amministrativo, punito con una sanzione pecuniaria compresa tra 1.000 e 10.000 euro.

La decisione del giudice

Alla luce della modifica normativa, il giudice Davide Alvigini ha accolto le richieste di accusa e difesa, pronunciando l’assoluzione per tutti gli imputati. Contestualmente ha disposto la trasmissione degli atti alla Prefettura, che dovrà ora valutare l’eventuale applicazione della sanzione amministrativa.

I fatti contestati

L’episodio risale al 29 maggio 2021, quando una decina di militanti si radunò in piazza della Pesa ad Azzate per commemorare «le vittime cadute per mano dei partigiani nel maggio 1945», senza la preventiva comunicazione alle autorità.

Secondo la ricostruzione della Procura, la manifestazione sarebbe stata promossa attraverso i canali social del gruppo senza indicare luogo e orario, con l’obiettivo di eludere i controlli. I partecipanti avrebbero inoltre affisso volantini e adesivi e, in due casi, esposto simboli legati alla Repubblica Sociale Italiana e al movimento stesso.

Un procedimento chiuso per depenalizzazione

La vicenda si chiude quindi non nel merito dei fatti, ma per effetto della modifica legislativa intervenuta successivamente. Resta ora alla Prefettura il compito di quantificare l’eventuale sanzione economica nei confronti dei partecipanti.