CAIRATE – La Hydrogen Valley di Cairate è pronta per l’inaugurazione ufficiale. Il taglio del nastro del progetto H2Olona è in programma venerdì 9 ottobre alle 11 nel fondovalle, dove è stato installato l’impianto destinato alla produzione di idrogeno verde.
L’intervento rappresenta il primo passo di un piano più ampio che comprende la rigenerazione dell’ex cartiera Vita Mayer, area industriale dismessa da circa cinquant’anni e più volte definita dal sindaco Anna Pugliese una «ferita aperta del territorio».
Un investimento da 11,5 milioni di euro
Il progetto H2Olona-Hydrogen Valley è promosso da Expand, società della famiglia Vitali, e sostenuto con un finanziamento di circa 11,5 milioni di euro concesso dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica attraverso le risorse del Pnrr.
Il nuovo impianto utilizzerà un processo di elettrolisi e avrà una capacità produttiva stimata in 102 tonnellate di idrogeno verde all’anno. L’obiettivo è accompagnare la trasformazione di un’area storicamente legata alla produzione della carta e all’impiego del carbone in un polo industriale fondato su nuove tecnologie energetiche.
Entro la fine del 2026 Expand punta inoltre a concludere il rogito per l’acquisto dell’ex complesso Vita Mayer, passaggio determinante per proseguire il recupero dell’intera zona.
Dal trattamento dei fanghi all’accumulo energetico
Tra le attività previste figura anche il trattamento in loco di circa 500 tonnellate di fanghi provenienti dal depuratore. Il progetto comprende inoltre un sistema Bess per l’accumulo dell’energia prodotta, che potrà essere messa a disposizione a condizioni agevolate delle imprese destinate a insediarsi nella valle.
Secondo le stime illustrate dall’amministrazione comunale, il sistema potrebbe generare per il Comune un risparmio compreso tra 400mila e 500mila euro all’anno sui costi per il riscaldamento degli edifici pubblici.
Il fondovalle restituito alla comunità
La Hydrogen Valley non riguarda soltanto la riconversione produttiva dell’ex area industriale. Il piano prevede anche la restituzione alla comunità del parco e del fondovalle, rimasti inaccessibili per mezzo secolo.
Sono contemplati nuovi percorsi ciclopedonali immersi nel verde, collegati con il bike park, con l’obiettivo di ricucire l’area recuperata al resto del territorio. L’inaugurazione del 9 ottobre segnerà quindi l’avvio concreto di un intervento che ambisce a cambiare il volto di una delle zone più compromesse di Cairate.













