Le elezioni comunali del 2026 a Luino si avvicinano e, con ogni probabilità, si terranno alla fine di maggio. I tempi iniziano a stringere, ma il quadro politico locale appare fermo solo in apparenza. Dietro il silenzio ufficiale, infatti, si moltiplicano incontri e contatti tra partiti e movimenti, mentre le strategie per la corsa al municipio prendono forma lontano dai riflettori.
Al momento non emergono candidature ufficiali né nell’area di centrodestra né in quella di centrosinistra. Tuttavia, riunioni tra circoli locali, confronti tra segreterie cittadine e continui colloqui informali testimoniano una fase di intensa attività politica. Emblematica, in questo senso, la riunione prevista tra Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia, inserita in un percorso di confronto ancora riservato ma decisivo per gli equilibri futuri.
Le indiscrezioni si susseguono, spesso seguite da smentite, come nel caso di Forza Italia che ha recentemente ribadito la compattezza interna respingendo le voci di divisioni. Resta però aperta la questione del candidato sindaco del centrodestra: il nome più ricorrente continua a essere quello del deputato Andrea Pellicini, dato per favorito da tempo ma ancora senza un’investitura ufficiale.
Pellicini il temporeggiatore
Una mancata formalizzazione che, secondo alcune letture politiche, potrebbe non essere legata soltanto agli impegni nazionali del parlamentare, attualmente coinvolto nella campagna referendaria sulla Giustizia. Tra gli addetti ai lavori, infatti, si fa strada anche un’altra valutazione: la possibilità che sulla scena elettorale possa inserirsi una candidatura alternativa nell’area civica e moderata, con il rischio di sottrarre voti al centrodestra ufficiale e, di fatto, favorire la riconferma del sindaco uscente.
In questo scenario, il nome di Furio Artoni continua a circolare come possibile elemento di rottura degli equilibri tradizionali. Una candidatura capace di intercettare una parte dell’elettorato non allineato ai partiti ma comunque distante dal centrosinistra potrebbe complicare la corsa del centrodestra, frammentando il fronte alternativo all’amministrazione uscente.
Un rischio che Pellicini, da sempre considerato politico prudente e attento ai rapporti di forza, non starebbe sottovalutando. Secondo alcuni osservatori, proprio la possibilità di una competizione interna all’area moderata potrebbe indurlo a riflettere sull’opportunità di scendere in campo in prima persona, evitando di esporsi in una sfida che, in caso di divisione del fronte avversario, potrebbe trasformarsi in un vantaggio per l’attuale maggioranza.
All’interno di Fratelli d’Italia, intanto, il confronto resta aperto e accanto al nome di Pellicini circolerebbe anche quello di Pierfrancesco Buchi come possibile alternativa, ipotesi che dovrà comunque essere condivisa con Lega e Forza Italia prima di qualsiasi decisione definitiva.
Il nodo, però, non riguarda solo la figura del candidato sindaco. Sul tavolo pesano anche gli equilibri interni alla coalizione, la scelta del futuro vicesindaco e la distribuzione degli assessorati, elementi che spesso risultano determinanti per la solidità delle alleanze, talvolta più dello stesso programma elettorale.
Sul fronte opposto, resta per ora silenziosa la maggioranza guidata dal sindaco Enrico Bianchi, alle prese con un percorso interno segnato da alcune uscite e nuovi ingressi. Nel frattempo, figure come Furio Artoni e Marco Massarenti continuano a mantenere viva l’attenzione politica attraverso iniziative pubbliche e momenti di confronto con i cittadini.
In questo scenario, l’apparente immobilismo racconta solo una parte della realtà. Le prossime settimane saranno decisive per capire se le strategie continueranno a muoversi dietro le quinte o se il quadro politico inizierà finalmente a delinearsi in modo più chiaro in vista della sfida elettorale.













