C’è un fermo per l’omicidio di Enzo Ambrosino, il trentenne ucciso a coltellate nelle prime ore di sabato a Induno Olona, nel Varesotto. Nella serata di sabato, i carabinieri hanno bloccato un uomo di 50 anni residente a Varese, ritenuto il principale sospettato dell’aggressione mortale.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, sarebbe stato lui a infliggere i fendenti fatali al busto del giovane. Le ferite, inferte con un coltello, non hanno lasciato scampo alla vittima, che si è accasciata in via Porro, nel centro della cittadina.
Le indagini, condotte dal nucleo Investigativo provinciale insieme ai militari della Compagnia di Varese e coordinate dal pubblico ministero Marialina Contaldo, hanno fatto emergere anche il possibile movente: una questione economica legata a un debito di poche centinaia di euro.
Secondo quanto riferito dai carabinieri, la tensione tra le persone coinvolte andava avanti già da giorni, con discussioni accese tra membri delle due famiglie. La situazione è precipitata nella notte tra venerdì e sabato, quando le parti si sono incontrate in strada con l’intento di chiarire definitivamente la vicenda.
Dalle parole si è passati rapidamente ai fatti: lo scontro è degenerato in una violenta rissa, culminata in una vera e propria resa dei conti. Il bilancio è pesantissimo: un morto e tre feriti, tra cui anche il padre della vittima, colpito alla testa durante il confronto.
Le indagini sono scattate immediatamente. I militari hanno raccolto le testimonianze dei residenti della zona, alcuni dei quali hanno ripreso la scena con i telefoni, documentando le fasi concitate della lite, le urla e la fuga degli aggressori a bordo di un’auto scura.
Durante i sopralluoghi, gli investigatori hanno rinvenuto due coltelli, una mazza ferrata e altri oggetti atti a offendere, alcuni con evidenti tracce di sangue. Tutto il materiale è stato sequestrato.
Le persone identificate come partecipanti alla rissa sono state denunciate a piede libero con le accuse di rissa e porto abusivo di armi o oggetti atti a offendere. Le indagini proseguono per chiarire nel dettaglio le responsabilità individuali.













