San Vittore Olona, la fiera autunnale cambia data e accende la polemica

San Vittore Olona, la fiera autunnale cambia data e accende la polemica
L’appuntamento è fissato per lunedì 7 settembre, ma la scelta dell’amministrazione Zerboni divide: nel mirino della minoranza anche il rischio di una manifestazione meno ricca rispetto al passato

SAN VITTORE OLONA – La fiera autunnale di San Vittore Olona cambia calendario e la decisione fa discutere. L’edizione 2026 dell’appuntamento, uno degli eventi più radicati nella tradizione del paese, è infatti programmata per lunedì 7 settembre, ovvero il primo lunedì del mese.

Una scelta che ha sollevato le critiche dell’ex sindaco Daniela Rossi, oggi consigliere di minoranza del gruppo Civicamente-Lista della società civile, che contesta sia la modifica della consuetudine storica sia le possibili conseguenze sulla partecipazione e sull’offerta della manifestazione.

Una tradizione lunga oltre un secolo

La questione riguarda soprattutto la data scelta per l’edizione di quest’anno. La fiera, autorizzata con una delibera risalente al 17 agosto 1907, sarebbe stata tradizionalmente organizzata nel secondo lunedì di settembre.

Il calendario non sarebbe stato casuale, ma inserito in una programmazione condivisa con i Comuni del territorio per evitare sovrapposizioni tra le diverse fiere autunnali dell’Altomilanese.

Secondo la ricostruzione della minoranza, la sequenza degli appuntamenti avrebbe seguito per anni una precisa scansione: la fiera di Canegrate al primo lunedì di settembre, quella di San Vittore Olona al secondo, mentre altri Comuni avrebbero mantenuto date differenti nel corso del mese.

Nel 2026, invece, l’amministrazione guidata dal sindaco Zerboni ha collocato l’evento al 7 settembre, anticipandolo di una settimana rispetto alla consuetudine.

Lo scorso anno il riferimento era ancora il secondo lunedì

Il cambio di calendario appare ancora più evidente confrontando l’edizione di quest’anno con quella precedente. Nel 2025 la fiera si era svolta dal 6 all’8 settembre, con la giornata conclusiva fissata a lunedì 8 settembre, che coincideva appunto con il secondo lunedì del mese.

La nuova collocazione rischierebbe quindi, secondo la minoranza, di rompere una consuetudine consolidata e di creare possibili sovrapposizioni con altri appuntamenti del territorio.

Una manifestazione che rischia di perdere attrattiva

Alle critiche sulla data si aggiungono quelle relative al programma. L’edizione 2026, secondo quanto evidenziato da Rossi, sarebbe infatti caratterizzata da un’offerta più contenuta rispetto agli anni precedenti.

A mancare sarebbero alcune delle attrazioni che in passato avevano contribuito a richiamare soprattutto famiglie e bambini, come il trenino campagnolo, il trenino musicale e la mongolfiera.

Il timore espresso dalla minoranza è dunque quello di una manifestazione meno capace di suscitare curiosità e interesse, proprio mentre la scelta della nuova data potrebbe ridurre ulteriormente la partecipazione.

Il dibattito sul valore delle tradizioni locali

La polemica va oltre la semplice scelta del giorno. Al centro del confronto c’è infatti il rapporto tra tradizione e organizzazione degli eventi locali.

Per la minoranza, mantenere la data storica avrebbe significato rispettare una consuetudine consolidata e, allo stesso tempo, preservare un calendario territoriale costruito negli anni per evitare la concorrenza tra manifestazioni dei Comuni vicini.

L’amministrazione comunale dovrà ora fare i conti con le critiche sulla scelta del 7 settembre e con le aspettative legate a uno degli appuntamenti più conosciuti della tradizione sanvittorese.

La fiera è ormai alle porte e sarà proprio la risposta del pubblico a indicare se il cambio di calendario avrà inciso sulla partecipazione e sull’atmosfera della manifestazione.

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