Oltre seimila studenti hanno partecipato all’Open Day dell’Università degli Studi di Milano, organizzato dal COSP per presentare l’offerta formativa del prossimo anno accademico e le principali novità dell’ateneo. Una giornata di orientamento che ha confermato la direzione strategica dell’università: più digitalizzazione, maggiore accessibilità e un rafforzamento dei servizi per gli studenti.
Ad accogliere le future matricole è stata la rettrice Marina Brambilla, che ha richiamato il ruolo dell’università come spazio di formazione critica e di interpretazione delle trasformazioni contemporanee. Un’impostazione che si riflette nelle nuove iniziative annunciate per il prossimo anno.
La novità più rilevante è “La Statale Open”, il progetto che introduce i primi corsi di laurea telematici dell’ateneo. Dal 3 giugno saranno attivi due percorsi triennali: Economia aziendale e Sicurezza informatica e intelligenza artificiale. La didattica sarà interamente online ma strutturata su un modello interattivo, ispirato alla Open University britannica, con lezioni sincrone e asincrone, attività pratiche e strumenti digitali integrati.
Accanto alla trasformazione dei percorsi formativi, l’ateneo rafforza anche l’integrazione dell’intelligenza artificiale nella didattica. Il progetto di AI Literacy introdurrà moduli obbligatori da tre crediti per sviluppare un uso consapevole e critico delle nuove tecnologie, mentre il Teaching and Learning Center sta lavorando a tutor virtuali e sistemi automatici di supporto allo studio.
Sul fronte dei servizi, l’università amplia le misure a sostegno del diritto allo studio: confermata la no tax area fino a 30mila euro e previsto un aumento dei posti letto, con nuove disponibilità all’ex Villaggio Olimpico dello Scalo Romana e in via Attendolo Sforza. Potenziato anche il programma Dual Career per studenti-atleti, con percorsi flessibili e tutoraggio dedicato.
I dati Almalaurea confermano infine la solidità dei risultati occupazionali: oltre l’80% dei laureati trova lavoro entro un anno dal titolo, percentuale che supera il 92% a cinque anni. Un indicatore che rafforza il posizionamento dell’ateneo come uno dei principali poli universitari italiani in termini di formazione e inserimento professionale.













