Non si ferma la corsa dei prezzi di benzina e diesel, nonostante il recente taglio delle accise entrato in vigore nella notte del 19 marzo 2026. Al momento, però, gli effetti del provvedimento non risultano ancora visibili alla pompa, anche perché i dati ufficiali dell’Osservatorio prezzi carburanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy sono aggiornati al giorno precedente.
Secondo Codacons, gli aumenti sarebbero scattati proprio alla vigilia della riduzione fiscale, con rialzi generalizzati dei listini su tutta la rete. A pesare ulteriormente è anche il quadro internazionale: i nuovi sviluppi della Guerra del Golfo hanno fatto impennare le quotazioni dei prodotti raffinati.
In questo contesto, anche Eni – che finora aveva mantenuto prezzi più contenuti rispetto al mercato – ha ritoccato al rialzo i listini, aumentando di 4 centesimi al litro i prezzi consigliati di benzina e gasolio.
I dati più recenti disponibili (rilevati su circa 20mila impianti) mostrano una situazione in crescita: la benzina in modalità self service si attesta mediamente a 1,869 euro al litro, mentre il diesel supera i 2,10 euro al litro. Anche il servito registra aumenti, con la benzina oltre i 2 euro al litro e il diesel che arriva a 2,236 euro.
Sulle autostrade i prezzi sono ancora più elevati: la benzina self service sfiora 1,95 euro al litro, mentre il gasolio supera i 2,16 euro.
L’analisi del Codacons evidenzia inoltre forti differenze territoriali: il diesel supera i 2,1 euro al litro in quasi tutte le regioni italiane, con punte in Valle d’Aosta, Sicilia e Calabria. Anche la benzina supera quota 1,9 euro al litro in diverse aree del Paese.
In attesa che il taglio delle accise venga effettivamente recepito nei prezzi finali, per automobilisti e famiglie continua dunque una fase di forte pressione sui costi di rifornimento.













