È il segno di una tensione che da tempo cova nei boschi del Varesotto. Un’esasperazione che qualcuno ha deciso di rendere visibile, lasciando messaggi diretti e minacciosi contro chi gestisce e alimenta lo spaccio nelle aree verdi della provincia. Un fenomeno noto e più volte raccontato, fatto di gerarchie criminali ben strutturate, manovalanza spesso sfruttata e di un flusso costante di consumatori disposti a tutto pur di procurarsi la dose.
Nella mattinata di sabato alla redazione di Varesenews sono arrivate alcune fotografie scattate tra Morazzone e la zona di Caronno Corbellaro, frazione di Castiglione Olona, in particolare nei pressi dell’area del tiro a volo. Qui, lungo passaggi boschivi e accessi secondari, sono comparsi cartelli che non lasciano spazio a interpretazioni.
Su una sbarra che impedisce il transito è stato affisso un lenzuolo con la scritta “stop allo spaccio”. Poco distante, altri messaggi – anche bilingui – si rivolgono in modo esplicito non solo agli spacciatori ma anche ai clienti, definiti “tossici”, con frasi come “vi faremo fuori”. Ad accompagnare le scritte, la sagoma inequivocabile di un fucile d’assalto tipo AK, simbolo di violenza immediatamente riconoscibile.

A rendere il quadro ancora più inquietante è il contesto in cui questi cartelli sono apparsi: zone non sempre facilmente accessibili, talvolta anche in quota – come già accaduto in Valcuvia – dove negli anni si sono consolidate vere e proprie piazze di spaccio. Aree spesso sorvegliate, secondo le indagini, da soggetti armati non solo di coltelli o machete, ma anche di armi da fuoco, in molti casi fucili da caccia rubati.
Resta da chiarire chi abbia posizionato i cartelli e se dietro le minacce ci sia un rischio concreto o si tratti di un gesto dimostrativo, frutto della frustrazione di residenti o frequentatori esasperati dal degrado e dall’insicurezza.
In ogni caso, il richiamo resta uno solo: in presenza di situazioni potenzialmente pericolose è fondamentale non intervenire direttamente, ma contattare le forze dell’ordine attraverso il numero unico di emergenza 112, che consente una rapida geolocalizzazione e l’attivazione dei soccorsi in sicurezza.













