Gli atleti paralimpici ucraini non prenderanno parte alla cerimonia di apertura dei Giochi Paralimpici Invernali di Milano-Cortina 2026, in programma il 6 marzo all’Arena di Verona. La decisione, annunciata ufficialmente oggi dal Comitato Paralimpico Nazionale (CPN) dell’Ucraina, è una forma di protesta contro la scelta del Comitato Paralimpico Internazionale (IPC) di consentire agli atleti russi di gareggiare sotto la propria bandiera nazionale.
In un comunicato diffuso dal CPN, la delegazione ucraina ha definito il boicottaggio «un atto necessario», chiedendo anche che la bandiera ucraina non venga utilizzata durante la cerimonia inaugurale. Secondo Kiev, la decisione dell’IPC ha «un carattere puramente politico», perché consentirebbe alla Russia una presenza simbolica alle Paralimpiadi attraverso bandiera, inno e divise nazionali, in aperto contrasto con i principi che regolano la partecipazione ai Giochi.
Il sostegno europeo e la dura reazione di Kiev
La protesta ucraina ha trovato sostegno anche a livello europeo. Il commissario europeo per l’Equità intergenerazionale, la Gioventù, la Cultura e lo Sport, Glenn Micalleff, ha annunciato che non parteciperà alla cerimonia di apertura, definendo «inaccettabile» la decisione dell’IPC. «Finché prosegue la guerra di aggressione russa contro l’Ucraina – ha dichiarato – non è possibile sostenere la reintegrazione di simboli nazionali come bandiere e inni, che non possono essere separati dal conflitto».
Ancora più duro il commento del ministro dello Sport ucraino Matvii Bidnyi, che ha parlato di una scelta «deludente e oltraggiosa», accusando l’IPC di permettere a «assassini e loro complici» di competere sotto la bandiera nazionale.
Il precedente olimpico e la scelta dell’IPC
Fino ad oggi, la partecipazione di atleti russi e bielorussi alle competizioni internazionali invernali era stata consentita solo in forma neutrale, senza bandiera né inno, sotto la sigla Ain (Atleti Individuali Neutrali). Questo regime è attualmente in vigore anche per le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina, dopo una lunga battaglia legale culminata nel ricorso accolto dal Tribunale Arbitrale dello Sport di Losanna.
La svolta per le Paralimpiadi risale invece a una votazione interna dell’IPC, avvenuta a fine settembre 2025. In quell’occasione, la maggioranza dei membri ha respinto l’ipotesi di una sospensione totale dei comitati paralimpici di Russia e Bielorussia, approvando invece una sospensione parziale che consente il ritorno di bandiera e inno. Una decisione che ora rischia di lasciare un segno profondo sull’edizione paralimpica di Milano-Cortina, aprendo una frattura politica e simbolica destinata a far discutere fino all’inizio dei Giochi.












