Non era un attivista politico né un oppositore di Donald Trump Austin Tucker Martin, il 21enne ucciso dalla polizia mentre tentava di entrare nella residenza del presidente degli Stati Uniti a Mar-a-Lago. Al contrario, proveniva da una famiglia di sostenitori di Trump e non manifestava particolare interesse per la politica. A dirlo è il cugino Austin Braden Fields, che ha parlato con l’Associated Press per ricostruire il profilo del giovane.
«Siamo tutti grandi sostenitori di Trump – ha spiegato Fields – Austin non parlava di politica, era una persona tranquilla, non parlava mai di nulla». Parole che restituiscono l’immagine di un ragazzo riservato, lontano da qualsiasi forma di estremismo politico.
La fissazione per gli Epstein Files
Secondo i racconti dei colleghi, tuttavia, Martin era profondamente coinvolto emotivamente nella vicenda degli Epstein Files. I compagni di lavoro lo descrivono come «ossessionato» dai documenti legati al finanziere Jeffrey Epstein e convinto che il governo stesse insabbiando informazioni cruciali per proteggere persone potenti.
Un messaggio attribuito al giovane e pubblicato da Tmz risalirebbe al 15 febbraio 2026, pochi giorni prima della sua morte. In quel testo, inviato a un collega, Martin scriveva: «Il male è reale e inequivocabile. La cosa migliore che persone come te e me possiamo fare è usare la poca influenza che abbiamo. Raccontate agli altri cosa sentite sui file Epstein e cosa sta facendo il governo al riguardo. Sensibilizzate».
Il racconto della famiglia
Il cugino ha espresso incredulità e shock per quanto accaduto. «Non avrei mai pensato che potesse fare qualcosa del genere – ha detto Fields –. Non avrebbe fatto male a una mosca, non sapeva nemmeno come usare una pistola».
Martin era originario di Cameron, una cittadina della Carolina del Nord, a oltre 1.100 chilometri da Mar-a-Lago. La sua famiglia ne aveva denunciato la scomparsa il giorno precedente all’episodio. Aveva un sito internet personale su cui pubblicava schizzi di campi da golf, spesso condivisi anche sui social media.
Austin lavorava al Pine Needles Lodge & Golf Club in North Carolina. I colleghi raccontano che la sua attenzione verso il caso Epstein si era intensificata dopo l’ultima pubblicazione di nuovi documenti e che era profondamente turbato dall’idea che figure potenti potessero «farla franca».













