I video del bar Le Constellation, rimasti segreti per mesi e custoditi dalle autorità, sono stati desecretati. Una decisione della magistratura svizzera apre ora una fase cruciale dell’inchiesta sull’incendio scoppiato nella notte di Capodanno, in cui morirono 41 giovani e oltre 100 persone rimasero ferite.
Accesso controllato alle immagini
La visione delle registrazioni non è pubblica. Il materiale è accessibile esclusivamente alle parti processuali: avvocati delle persone indagate e legali delle famiglie delle vittime. Le immagini, provenienti da 14 telecamere interne al locale, vengono consultate in un ambiente protetto sotto supervisione giudiziaria.
Ogni sessione è tracciata e verbalizzata: vengono registrati partecipanti, durata e contenuti rilevanti. È consentito prendere appunti, ma è vietata qualsiasi copia o diffusione.
I due minuti chiave
Il focus dell’analisi riguarda soprattutto l’intervallo tra l’1.27 e l’1.29, i due minuti in cui il fuoco si è propagato rapidamente all’interno del locale. Un tempo brevissimo ma decisivo per ricostruire la dinamica della tragedia.
Secondo l’avvocata ginevrina Catherine Hohl-Chirazi, quei filmati sono fondamentali per comprendere cosa sia realmente accaduto: movimenti delle persone, tentativi di fuga e gestione dell’emergenza.
Responsabilità e indagini
Tra gli elementi sotto esame anche il comportamento della titolare del locale, Jessica Moretti, indagata insieme al marito Jacques sia in Svizzera sia in Italia. Alcune testimonianze la indicano come fuggita senza prestare soccorso né allertare i servizi di emergenza, circostanza da lei respinta.
Gli inquirenti analizzeranno anche le possibili cause del rogo, tra cui l’origine delle fiamme, la presenza di candele scintillanti e la conformazione delle vie di fuga, compresa una porta tra bar e veranda che potrebbe aver ostacolato l’uscita.
Le famiglie divise sulla visione
Non tutte le famiglie delle vittime hanno scelto di assistere alla visione dei filmati: alcune preferiscono evitare di rivivere quei momenti, altre invece ritengono necessario vedere per capire.
Il nodo dei rimborsi
Parallelamente resta aperta la questione dei costi dei soccorsi ai feriti italiani, che la Svizzera chiede vengano rimborsati in base a presunti accordi di reciprocità. Una richiesta che ha sollevato tensioni diplomatiche, con la posizione netta dell’Italia: nessun pagamento se non in un quadro ritenuto equo e condiviso.













