INDUNO OLONA – Un paese intero raccolto nel silenzio e nel dolore per l’ultimo saluto a Enzo Ambrosino, 30 anni, ucciso una settimana fa durante una rissa in via Porro. Sabato 18 aprile la chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista si è riempita fin dalle prime ore del mattino, mentre all’esterno palloncini e fiori bianchi hanno accompagnato l’arrivo del feretro.
Una comunità unita nel dolore
Già prima delle 9.30, orario di inizio del rosario, la chiesa e la piazza erano gremite di amici, parenti e cittadini. Il feretro è arrivato intorno alle 9, accolto da un silenzio rotto solo dai singhiozzi.
I fiori bianchi, simbolo di questo addio, erano presenti anche nei luoghi segnati dalla tragedia: dalla casa di via Porro fino alla piazza all’angolo con via Comi. Sul sagrato gli striscioni degli amici e dei familiari: «Qui dove tutto è iniziato, per sempre vivrai» e «Sorridici sempre da lassù. Ciao gioia».
Il padre in chiesa con permesso speciale
Tra i primi ad arrivare c’era il padre, Gennaro Ambrosino, 65 anni, detenuto dopo l’arresto con l’accusa di aver preso parte alla rissa. L’uomo ha ottenuto un permesso per poter partecipare al funerale del figlio, in uno dei momenti più intensi della mattinata.
L’omelia: “Rifiutare la logica dell’odio”
Durante l’omelia, il parroco vicario don Matteo Rivolta ha rivolto un messaggio forte alla comunità, invitando a non cedere alla spirale della violenza.
«Scegliete di essere costruttori di pace, non seminatori di vendetta. Essere artigiani di pace non significa negare il male, ma rifiutarsi di rispondere con l’odio. La vendetta porta altro dolore: dobbiamo scegliere l’amore».
Parole che hanno segnato profondamente una funzione già carica di emozione.
Il saluto che spezza il cuore
A chiudere la cerimonia sono stati gli interventi più toccanti: quello di un amico fraterno di Enzo e padrino del figlio, e soprattutto le parole del bambino di 9 anni.
Un saluto che ha lasciato senza fiato i presenti: «Ritroverai sempre il mio cuore. Io ci sarò sempre, anche se sono fuori dalla tua vista sono qui, appena dopo l’angolo». E ancora: «Proteggici da lassù. Ciao papà».
Un addio che ha segnato profondamente Induno Olona, stretto attorno a una famiglia colpita da una tragedia che lascia una ferita difficile da rimarginare.












