Franco svizzero, previsto un nuovo rialzo: euro verso quota 90 centesimi entro fine anno

Franco svizzero, previsto un nuovo rialzo: euro verso quota 90 centesimi entro fine anno
L’esperto Thomas Stucki avverte che le tensioni sui mercati obbligazionari europei potrebbero spingere gli investitori verso la valuta elvetica. Un franco più forte favorirebbe il contenimento dell’inflazione in Svizzera, ma rappresenterebbe un rischio per la Banca nazionale.

Il franco svizzero potrebbe rafforzarsi nuovamente nei confronti dell’euro entro la fine del 2026, mentre la moneta europea è destinata a indebolirsi. A prevederlo è Thomas Stucki, responsabile degli investimenti della Banca cantonale di San Gallo, secondo cui le tensioni sui mercati obbligazionari europei potrebbero riportare gli investitori verso la valuta elvetica, tradizionalmente considerata un bene rifugio.

A preoccupare sono soprattutto i problemi strutturali dell’Eurozona, a partire dall’indebitamento di diversi Paesi, dalla disciplina di bilancio e dalle profonde differenze economiche tra gli Stati membri. Questioni che, secondo Stucki, non sono state risolte e che rischiano di tornare al centro dell’attenzione degli operatori finanziari.

Euro in calo, il franco torna protagonista

Negli ultimi tempi l’euro aveva guadagnato terreno come possibile alternativa al dollaro, soprattutto tra i grandi investitori intenzionati a ridurre la propria esposizione alla valuta statunitense. La nuova fase di incertezza, tuttavia, sta riportando in primo piano le fragilità europee e rafforzando l’attrattività del franco svizzero.

Le conseguenze sul cambio si sono già viste: in poco tempo, la quotazione dell’euro è scesa da 95 a 93 centesimi di franco, prima di stabilizzarsi temporaneamente.

Secondo Stucki, parte del movimento è legata anche alla sorpresa degli operatori che avevano scommesso sul rafforzamento della moneta europea. Un ritorno ai livelli raggiunti durante l’estate appare però difficile, anche perché le incertezze politiche francesi continuano a pesare sulle prospettive dell’Eurozona.

Per la fine dell’anno, l’esperto prevede quindi un euro più debole rispetto ai livelli attuali, ma ancora sopra la soglia dei 90 centesimi. Una previsione che resta invariata rispetto alle stime precedenti, quando il rialzo dell’euro fino a quasi 95 centesimi era stato giudicato poco sostenibile.

Inflazione sotto controllo, ma per la Bns resta il rischio del superfranco

Un eventuale rafforzamento della valuta elvetica avrebbe effetti contrastanti sull’economia svizzera. Da un lato, un franco più forte renderebbe meno costosi i beni importati, contribuendo a contenere l’inflazione. Dall’altro, un apprezzamento troppo rapido potrebbe mettere sotto pressione le imprese esportatrici.

Per la Banca nazionale svizzera (Bns), il rischio principale rimane proprio quello di un rafforzamento eccessivo della valuta. La rapidità con cui il franco può guadagnare terreno nei momenti di tensione rappresenta un elemento da monitorare, soprattutto quando gli investitori cercano protezione dalle turbolenze finanziarie.

Nonostante l’inflazione svizzera sia salita all’1% a settembre, il livello dei prezzi resta compatibile con gli obiettivi della banca centrale. Anche il quadro congiunturale, secondo Stucki, non richiede al momento interventi urgenti sui tassi d’interesse. Non sono quindi attese svolte imminenti nella politica monetaria.

Mercati azionari resilienti: le aziende puntano sulla crescita

Nonostante le tensioni finanziarie e le incertezze politiche, i mercati azionari continuano a mostrare una certa capacità di tenuta. Gli investitori sembrano essersi abituati a convivere con le difficoltà politiche e con tassi d’interesse ancora elevati.

Anche l’economia mondiale, secondo l’analisi di Stucki, sta affrontando il nuovo contesto meglio di quanto si temesse. Un segnale arriva dalle stesse imprese, che nelle loro prospettive parlano più di crescita che di crisi.

Il quadro resta comunque esposto alle evoluzioni dei mercati obbligazionari europei e alle tensioni politiche. Se l’incertezza dovesse aumentare, il franco potrebbe tornare a essere uno dei principali approdi per gli investitori, con possibili conseguenze sul cambio e sulle prospettive economiche della Svizzera.

Aggiungi La Provincia di Varese tra le fonti preferite su Google