L’ondata di caldo che sta investendo la Lombardia mette a dura prova anche chi lavora all’aperto negli aeroporti. A Malpensa, dove le vaste superfici di asfalto raggiungono temperature particolarmente elevate durante le ore centrali della giornata, Sea Milan Airports ha potenziato il piano di prevenzione per tutelare la salute dei lavoratori impegnati sulle piste e nelle aree operative.
L’azienda, che gestisce gli scali di Malpensa e Linate, ha predisposto una specifica valutazione dei rischi legati alle alte temperature per le diverse mansioni svolte dal proprio personale e ha esteso le comunicazioni di allerta meteo anche alle altre società presenti negli aeroporti, invitandole ad adottare analoghe misure di protezione.
Turni modificati e lavori spostati nelle ore più fresche
Nei giorni in cui viene diramata l’allerta caldo, Sea interviene rimodulando i turni di lavoro e, quando possibile, riprogrammando le attività di manutenzione nelle fasce orarie meno esposte al sole, evitando le ore del primo pomeriggio, quando le temperature raggiungono i valori più elevati.
L’obiettivo è ridurre l’esposizione diretta degli operatori al calore senza compromettere il regolare funzionamento delle attività aeroportuali.
Acqua, sali minerali e aree climatizzate
Tra le iniziative adottate rientrano anche la distribuzione di acqua e integratori di sali minerali al personale e la disponibilità di aree climatizzate o raffrescate dove gli addetti possono sostare durante le pause e recuperare energie.
Le forniture di acqua vengono messe a disposizione anche degli handler, le società che si occupano dell’assistenza a terra degli aeromobili.
Al via i test dei giubbotti refrigeranti
Per migliorare ulteriormente il comfort di chi lavora all’esterno, Sea ha introdotto anche alcune novità nell’abbigliamento da lavoro.
Dove le condizioni di sicurezza lo consentono, è stato autorizzato l’utilizzo dei pantaloni corti. Parallelamente sono in corso test su due modelli di giubbotti refrigeranti destinati soprattutto ad autisti e manutentori.
Il primo utilizza ventole interne alimentate a batteria per favorire la circolazione dell’aria, mentre il secondo sfrutta un sistema evaporativo che raffresca il corpo grazie all’umidificazione del tessuto prima dell’impiego.
L’obiettivo è limitare gli effetti delle temperature estreme sulle attività operative, garantendo condizioni di lavoro più sicure e assicurando al tempo stesso la continuità dei servizi nei due principali aeroporti lombardi.












