Delitto di Garlasco, la Procura indica il movente: “rifiuto dell’approccio sessuale e odio verso la vittima”

Ad Andrea Sempio contestati anche crudeltà e omicidio aggravato: interrogatorio fissato per il 6 maggio, indagini ancora in corso

La Procura di Pavia ha delineato una nuova ipotesi accusatoria nel caso dell’omicidio di Chiara Poggi, indicando in Andrea Sempio il presunto responsabile del delitto avvenuto a Garlasco. Secondo quanto riportato nell’atto notificato all’indagato, il movente sarebbe legato a “motivi abietti”, riconducibili a un presunto risentimento maturato dopo il rifiuto di un approccio di natura sessuale.

L’interrogatorio di Sempio è stato fissato per il prossimo 6 maggio. Al momento, tuttavia, le indagini non risultano ancora concluse: solo con la chiusura dell’inchiesta le parti potranno accedere integralmente agli atti e comprendere nel dettaglio gli elementi raccolti dagli inquirenti.

Un movente ancora da chiarire

Resta da verificare su quali basi si fondi questa ricostruzione. In quasi vent’anni, infatti, non era mai emerso un legame significativo tra Sempio e la vittima. Lo stesso indagato ha sempre sostenuto di aver incontrato Chiara Poggi solo sporadicamente, in occasione delle visite all’amico Marco Poggi, fratello della giovane, senza mai instaurare un vero rapporto.

Tra gli elementi al centro dell’attenzione vi sarebbe anche la cosiddetta “traccia 33”, già attribuita a Sempio, ma non è escluso che la Procura disponga di ulteriori elementi ancora non resi noti.

La dinamica ipotizzata dagli inquirenti

Nell’avviso di convocazione, i magistrati descrivono anche una possibile dinamica dell’omicidio, basata sulle consulenze tecniche raccolte, tra cui quella dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo.

Secondo questa ricostruzione, ci sarebbe stata una prima fase di colluttazione, seguita da una serie di colpi inferti con un oggetto contundente. La vittima sarebbe stata colpita più volte, fatta cadere a terra e successivamente trascinata verso la cantina, dove l’aggressione sarebbe proseguita fino a provocarne la morte.

Gli inquirenti parlano di un’azione particolarmente violenta, con numerose lesioni al cranio e al volto, elemento che ha portato a contestare anche l’aggravante della crudeltà.

Un quadro ancora in evoluzione

La ricostruzione della Procura si inserisce in un caso che, fin dall’inizio, ha suscitato grande attenzione mediatica e numerosi sviluppi giudiziari. Tuttavia, la posizione di Andrea Sempio resta quella di indagato e sarà proprio l’interrogatorio del 6 maggio a rappresentare un passaggio chiave per chiarire la sua versione dei fatti.