I rider di Glovo e Deliveroo hanno proclamato uno sciopero per protestare contro le condizioni di lavoro durante le ondate di calore. La mobilitazione, indetta dalle strutture territoriali di Nidil CGIL, interesserà diverse città italiane e punta a richiamare l’attenzione sulla necessità di garantire maggiore sicurezza a chi effettua consegne in bicicletta o in scooter anche nelle giornate caratterizzate da temperature estreme.
Le prime astensioni dal lavoro scatteranno nel tardo pomeriggio di mercoledì: a Milano e Firenze lo sciopero inizierà alle 18, mentre a Bologna partirà alle 16.30. In tutte e tre le città sono previsti anche cortei e iniziative pubbliche. In Piemonte, invece, la protesta è in programma giovedì 16 luglio, dalle 10 alle 17.
Alla mobilitazione non aderiranno i rider di Just Eat, che ha spiegato come i propri collaboratori continueranno regolarmente l’attività. A differenza di molte altre piattaforme, infatti, una parte consistente dei rider dell’azienda è assunta con contratto di lavoro subordinato e beneficia di una retribuzione oraria garantita, indipendentemente dal numero di consegne effettuate.
Al centro della protesta ci sono le condizioni di lavoro durante le giornate contrassegnate dal bollino rosso, quando le temperature raggiungono livelli tali da rappresentare un rischio per la salute. I rider chiedono che il servizio venga sospeso nelle ore centrali della giornata, in linea con le ordinanze emanate da numerose Regioni e Comuni.
Le disposizioni locali prevedono infatti il divieto di svolgere attività lavorative all’aperto, generalmente tra le 12.30 e le 16, nei giorni di massimo allarme caldo. Tuttavia, le stesse ordinanze consentono alle aziende di proseguire l’attività qualora vengano adottate adeguate misure di riduzione del rischio.
Secondo i sindacati, proprio questo rappresenta il nodo della questione. Le ordinanze non definiscono con precisione quali debbano essere tali misure e le piattaforme interpretano la norma limitandosi, ad esempio, a fornire corsi di formazione online sui rischi legati al caldo, acqua e creme solari, lasciando ai rider la scelta se continuare o meno a lavorare.
Una scelta che, però, viene giudicata solo teorica. Chi interrompe le consegne nelle ore più calde, infatti, rinuncia anche a una parte del proprio reddito, poiché la maggior parte dei rider viene retribuita in base al numero delle consegne effettuate e non dispone delle tutele previste per i lavoratori dipendenti.
Con lo sciopero i lavoratori chiedono quindi non solo l’effettiva applicazione delle ordinanze sul caldo, ma anche una tutela economica che compensi il mancato guadagno nelle ore di sospensione dell’attività. Tra le rivendicazioni restano inoltre aperti i temi più ampi del settore, come l’assunzione dei rider più continuativi e l’estensione degli ammortizzatori sociali.
La vertenza proseguirà giovedì, quando al Ministero del Lavoro è previsto un incontro tra le organizzazioni sindacali e le associazioni che rappresentano le piattaforme di food delivery. Sul tavolo ci saranno il rafforzamento delle tutele contrattuali, l’eventuale ricorso agli strumenti di sostegno al reddito durante le emergenze climatiche e il riconoscimento di maggiori garanzie per i lavoratori del settore.













