È stato individuato nelle profondità del Lago di Como il corpo del turista inglese del quale si erano perse le tracce una settimana fa nelle acque antistanti il litorale di San Siro.
Il ritrovamento è avvenuto nella giornata di lunedì 28 settembre, al termine delle operazioni di ricerca condotte dai sommozzatori specializzati dei Vigili del Fuoco della Lombardia. La salma è stata localizzata a circa 280 metri di profondità, in un’area che rende particolarmente complesse le operazioni di individuazione e recupero.
Il ritrovamento grazie al robot subacqueo
Per le ricerche sono state impiegate apparecchiature specialistiche destinate agli interventi sui fondali profondi. A consentire di individuare il corpo è stato un R.O.V. (Remotely Operated Vehicle), un robot subacqueo filoguidato utilizzato per operare a profondità che renderebbero estremamente difficili le attività dei sommozzatori.
Il dispositivo è dotato di telecamere ad alta definizione e sistemi di illuminazione, strumenti che hanno permesso alle squadre di scandagliare il fondale e identificare la presenza della salma.
L’impiego del mezzo telecomandato si è rivelato determinante in una zona caratterizzata da profondità particolarmente elevate e condizioni operative complesse.
Recupero ancora in corso
Dopo l’individuazione del corpo, sono state avviate le operazioni di recupero, che richiedono particolare attenzione proprio a causa della profondità alla quale è stata rinvenuta la salma.
Nell’area sono presenti i mezzi navali impegnati nelle operazioni, con il compito di presidiare la zona e garantire le necessarie condizioni di sicurezza durante le delicate manovre.
Il ritrovamento chiude così, almeno sul fronte delle ricerche, una settimana di attività sul Lago di Como. Ora l’attenzione è concentrata sulle operazioni necessarie per riportare la salma in superficie e sugli accertamenti successivi per ricostruire con precisione quanto accaduto.













