Sotto una fitta nevicata, a Livigno, c’era un sole che brillava più di tutti. Non nel cielo, ma sul casco nero di Federico Tomasoni, argento nello ski cross olimpico alle spalle dell’amico e compagno di squadra Simone Deromedis. Un dettaglio che non è passato inosservato e che racchiude una storia di amore, dolore e impegno: quel sole è il simbolo di Matildina4Safety, la fondazione dedicata a Matilde Lorenzi, la fidanzata di Tomasoni, scomparsa tragicamente a soli 19 anni.
Matilde, promessa dello sci alpino, perse la vita il 28 ottobre 2024 dopo una caduta durante un allenamento di gigante in Val Senales. Da allora, Federico non ha mai smesso di portarla con sé, dentro e fuori dalle gare. Sui social la ricorda spesso: tra i post fissati sul suo profilo ce n’è uno che li ritrae sorridenti insieme, accompagnato da una dedica struggente scritta nel giorno del compleanno di lei: «Tanti auguri amore, sarai per sempre il mio sole. Mi manchi, ti amo stellina».
Ora quel sole è diventato anche un segno visibile in pista. Tomasoni lo ha voluto sul casco olimpico come omaggio a Matilde e come sostegno concreto alla fondazione creata dalla famiglia Lorenzi, che promuove progetti per migliorare la sicurezza nello sci. Dopo il traguardo, con le braccia al cielo e l’argento al collo, la dedica è stata silenziosa ma potentissima: una medaglia che parla anche di lei.
La tragedia e le indagini
L’incidente che costò la vita a Matilde Lorenzi avvenne lungo la pista Grawand G1. Durante la discesa, gli sci si divaricarono improvvisamente, facendole perdere contatto con la neve. L’impatto con il terreno ghiacciato fu violentissimo: uno sci si sganciò e la giovane finì fuori pista. I soccorsi furono immediati e Matilde venne trasportata d’urgenza all’ospedale di Bolzano, dove morì poco dopo.
Sul piano giudiziario, la vicenda resta complessa. Inizialmente la Procura di Bolzano aveva aperto un fascicolo per “atti non costituenti notizia di reato”, poi archiviato. Successivamente, però, l’indagine è stata riaperta dopo una memoria presentata dai familiari, corredata da due consulenze: una medico-legale, che individua come causa del decesso l’impatto contro un margine rialzato della pista, e una tecnica sulle possibili carenze delle misure di sicurezza.
Due persone risultano indagate: il responsabile della sicurezza delle piste e degli impianti del comprensorio Alpin Arena Senales e l’allenatore-preparatore della pista di slalom gigante. L’incidente probatorio, inizialmente previsto, è stato rinviato al 18 maggio 2026 per la complessità del caso.
Intanto, sulle piste olimpiche, quel sole continua a brillare. Non scalda solo chi lo guarda, ma ricorda perché la sicurezza non può essere un dettaglio e come l’amore possa trasformarsi in impegno, anche tra neve, velocità e medaglie.













