Salvini raduna 10.000 Patrioti a Milano: piazza Duomo piena, i centri sociali cercano lo scontro

Diecimila in piazza con Bardella e Wilders, scontro politico su immigrazione e Europa. Cortei antagonisti e interventi della polizia

MILANO – Una manifestazione ad alto tasso politico e simbolico, che ha riportato la Lega al centro della scena europea. Matteo Salvini ha scelto piazza Duomo per riunire i Patrioti europei, dando forma a un appuntamento che ha intrecciato politica interna, alleanze continentali e tensioni di piazza.

Il ritorno della Lega in piazza

L’evento ha richiamato circa diecimila persone, secondo più fonti, con un corteo partito da Porta Venezia e aperto da un trattore, simbolo delle proteste agricole e della contestazione alle politiche europee.

Una mobilitazione che non si vedeva con queste modalità dal 2014 e che ha visto la partecipazione di amministratori locali e militanti, in un clima di rilancio politico anche in vista delle prossime scadenze elettorali.

Gli ospiti internazionali

Sul palco, accanto a Salvini, alcune delle principali figure del fronte sovranista europeo: Jordan Bardella e Geert Wilders. Assente Viktor Orban, comunque citato e sostenuto dal leader leghista.

Bardella ha attaccato le istituzioni europee e difeso Salvini sul caso Open Arms, parlando di un leader “colpito per aver difeso i confini”. Wilders ha invece insistito sui temi della sicurezza e dell’immigrazione, citando episodi di cronaca per sostenere la necessità di politiche più restrittive.

Il nodo “remigrazione”

Al centro del dibattito anche il concetto di “remigrazione”, tema che aveva già acceso polemiche nelle settimane precedenti, anche all’interno della stessa maggioranza.

Salvini lo ha rilanciato dal palco, cercando di definirne i contorni: non un’espulsione indiscriminata, ma un sistema legato al rispetto delle regole, con un “permesso di soggiorno a punti” che possa essere revocato in caso di reati o comportamenti scorretti.

Un’impostazione che ha trovato resistenze soprattutto in Forza Italia, tanto che in contemporanea, all’Arco della Pace, si è svolta un’iniziativa alternativa promossa dal responsabile immigrazione milanese del partito, Amir Atrous, con al centro il tema dell’integrazione.

Europa nel mirino

Nel suo intervento, Salvini ha attaccato duramente l’Unione europea, definita corresponsabile delle difficoltà economiche e sociali.

Nel mirino il Green Deal e il Patto di stabilità, considerati strumenti penalizzanti per imprese e famiglie. Il leader leghista ha parlato di un’Europa che rischia di “imporre nuovi lockdown energetici”, ribadendo il no a politiche che possano limitare produzione e crescita.

Sul fronte energetico, ha rilanciato anche la possibilità di riaprire al gas russo, sostenendo che le scelte internazionali debbano essere coerenti tra Stati Uniti ed Europa.

Il ricordo di Bossi e il messaggio politico

Dal palco è arrivato anche un passaggio simbolico con il ricordo di Umberto Bossi, figura storica del movimento, e la richiesta di un minuto di silenzio per Giacomo Bongiorni, vittima di un recente episodio di violenza.

Un momento che ha rafforzato il legame identitario con le origini del partito, in una manifestazione che ha voluto tenere insieme memoria e prospettiva politica.

Milano blindata e scontri sfiorati

A pochi metri dalla piazza, la giornata è stata segnata anche dalle proteste. Tre i cortei organizzati da antagonisti e centri sociali, in una città presidiata dalle forze dell’ordine.

Il corteo partito da piazza Tricolore ha registrato i momenti più critici: tentativi di forzare i blocchi, lancio di fumogeni e petardi, risposta della polizia con l’uso degli idranti per contenere l’avanzata.

I centri sociali hanno cercato lo scontro con i “patrioti”, ma sono stati respinti dalla polizia

Le tensioni sono rimaste circoscritte, ma hanno contribuito a rendere il clima complessivo particolarmente acceso.

Una partita politica aperta

La manifestazione milanese rappresenta un tassello nella costruzione di un’alleanza europea alternativa, ma anche un passaggio interno alla politica italiana, tra equilibri di maggioranza e posizionamenti in vista delle prossime sfide elettorali.

Da piazza Duomo emerge un messaggio chiaro: il fronte sovranista prova a consolidarsi e a parlare con una voce comune, mentre sullo sfondo resta un Paese attraversato da divisioni sempre più marcate sul tema dell’Europa e dell’immigrazione.