VARESE – Gli occhi del mondo dell’arboricoltura sono puntati oggi su viale Aguggiari, dove si giocherà una partita decisiva per il futuro dei tre cedri secolari rimasti dopo l’abbattimento di due dei cinque alberi inizialmente destinati al taglio.
Alle 9, condizioni meteorologiche permettendo, prenderanno il via le prove di trazione che dovranno fornire indicazioni concrete sulla stabilità delle piante e sulla possibilità di conservarle. Una vicenda che da questione locale è diventata un caso seguito con interesse anche al di fuori di Varese.
A occuparsi delle verifiche è l’agronomo Daniele Zanzi, che ha sottolineato come l’intera operazione rappresenti un’occasione per affrontare attraverso strumenti scientifici una questione spesso dominata dal timore e dalla necessità di prevenire possibili cadute.
Tomografie già eseguite, ora tocca alle prove di trazione
Le prime analisi effettuate sui cedri avrebbero fornito risultati incoraggianti. Dopo le tomografie, oggi sarà necessario completare il quadro attraverso una serie di test finalizzati a verificare la consistenza del legno e la tenuta degli alberi.
Le prove di trazione verranno effettuate in più punti e consentiranno di valutare la risposta delle piante alle sollecitazioni, fornendo dati utili per stabilire il loro effettivo livello di sicurezza.
Particolare attenzione sarà riservata al terzo cedro, che in passato è stato colpito da un fulmine. Secondo le valutazioni preliminari, tuttavia, i circa trent’anni trascorsi dall’evento potrebbero aver consentito alla pianta di adattarsi e sviluppare proprie strategie di compensazione.
Le operazioni dovrebbero durare complessivamente circa tre ore e saranno accessibili al pubblico, in un’ottica di trasparenza sul percorso di valutazione.
I risultati saranno analizzati anche a Stoccarda
I dati raccolti durante le prove non resteranno soltanto a livello locale. La documentazione verrà infatti inviata a Stoccarda, dove sarà sottoposta alla valutazione di esperti internazionali di arboricoltura.
L’obiettivo è arrivare entro una decina di giorni a un quadro sufficientemente completo sulle condizioni dei tre alberi e sulla loro effettiva capacità di rimanere in sicurezza nell’attuale collocazione.
Nel frattempo è terminato anche il periodo più delicato legato alla nidificazione dell’avifauna, uno degli elementi che aveva contribuito a congelare gli interventi sugli alberi.
Per i tre cedri sarà inoltre predisposta un’area di rispetto di circa 50 metri quadrati. Il proprietario dell’area, l’ingegner Paolo Bombelli, avrebbe già collaborato alla definizione dei confini e continua a manifestare la propria disponibilità a procedere con la donazione gratuita degli alberi e di una porzione del terreno.
Una vicenda iniziata con cinque alberi a rischio abbattimento
La storia dei cedri di viale Aguggiari era iniziata con la richiesta di abbattimento di cinque alberi, legata alle preoccupazioni del proprietario per le responsabilità connesse alla loro gestione e al rischio che potessero cadere.
Due piante sono già state abbattute. Per le altre tre, invece, l’intervento autorizzato dal Comune di Varese è stato sospeso dopo le proteste e la disponibilità manifestata da Bombelli a individuare una soluzione alternativa.
Da qui è nata la possibilità di sottoporre gli alberi a un approfondito percorso diagnostico prima di arrivare a una decisione definitiva.
Il precedente che potrebbe fare scuola
Al di là del destino dei tre cedri, la vicenda pone una questione più generale sulla gestione degli alberi di grandi dimensioni e sulle responsabilità di proprietari e amministrazioni pubbliche.
Il caso di viale Aguggiari potrebbe infatti diventare un precedente per situazioni analoghe, soprattutto quando il timore di una possibile caduta porta a chiedere l’abbattimento di alberi maturi.
L’impostazione scelta per i tre cedri punta invece a mettere al centro le verifiche scientifiche, cercando di distinguere il rischio effettivo dalla semplice percezione del pericolo.
Tra circa dieci giorni, quando saranno disponibili e analizzati tutti i risultati, si potrà quindi capire quale sarà il destino delle tre piante. Le prove non potranno eliminare completamente ogni elemento di rischio: quando si parla di grandi alberi, infatti, il rischio zero non esiste. Potranno però fornire dati concreti per stabilire se i tre cedri di viale Aguggiari siano sufficientemente stabili da poter continuare a vivere dove si trovano da decenni.













