ROMA – Oltre tre ore di domande, quaranta in totale, per il tradizionale incontro con la stampa: Giorgia Meloni ha aperto il 2026 affrontando a tutto campo i principali temi politici e internazionali. In apertura, l’annuncio sulla consultazione popolare: il referendum sulla riforma della giustizia si svolgerà il 22 e 23 marzo. La premier ha poi criticato apertamente una parte della magistratura, accusandola di vanificare il lavoro di forze dell’ordine e Parlamento.
Sul piano estero, ha proposto che l’Unione Europea avvii un dialogo diretto con Mosca per affrontare la crisi ucraina. Ha invece escluso con fermezza un intervento armato degli Stati Uniti in Groenlandia, definendolo “un errore”.
Riconoscenza verso il Venezuela per il rilascio di detenuti stranieri, con l’auspicio che anche Alberto Trentini venga presto liberato. Riguardo al capo dello Stato, Meloni ha ammesso divergenze occasionali ma ha ribadito “ottimi rapporti” con Mattarella. Alla domanda su un suo possibile futuro al Quirinale ha risposto con ironia: “Mi basta il mio ruolo. Se mai, andrei a lavorare da Fiorello”.













