Milano, l’Eurispes: social e TikTok amplificano criminalità giovanile e violenza tra gang

Milano, l’Eurispes: social e TikTok amplificano criminalità giovanile e violenza tra gang
Lo studio segnala casi in cui le contese online si trasformano in aggressioni fisiche. Tra gli esempi riportati figurano lotte clandestine riprese e diffuse sui social (foto d'archivio)

MILANO – I social media agiscono come amplificatori della criminalità giovanile e possono diventare strumenti di reclutamento. È quanto emerge da un’indagine dell’Eurispes che analizza il ruolo delle piattaforme digitali nella diffusione di contenuti violenti e nella loro possibile traduzione in episodi reali.

Secondo lo studio, il divario tra la rappresentazione della violenza online e la condizione di vulnerabilità di alcuni giovani favorisce la dissoluzione del confine tra ambiente digitale e strada. La ricerca ha esaminato cinque piattaforme, individuando hashtag e profili legati a dinamiche criminali.

La maggior parte dei contenuti rilevanti è stata rintracciata su TikTok. Pur vietando contenuti sessualmente espliciti, la piattaforma risulta permeabile a materiale violento non esplicito, che viene amplificato dai meccanismi algoritmici di suggerimento dei contenuti.

Nel Nord Italia, con particolare riferimento a Milano, emergono profili con centinaia di migliaia di follower e milioni di interazioni riconducibili a gruppi giovanili noti come “maranza”. Le dinamiche tra gruppi rivali seguono schemi ricorrenti, tra insulti, minacce e scontri, talvolta documentati e diffusi in streaming.

Lo studio segnala casi in cui le contese online si trasformano in aggressioni fisiche. Tra gli esempi riportati figurano lotte clandestine riprese e diffuse sui social e pestaggi di strada, successivamente condivisi in rete.

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