Primo intervento di Somma verso la Casa di comunità, esplode la polemica: «È l’anticamera della chiusura»

Primo intervento di Somma verso la Casa di comunità, esplode la polemica: «È l’anticamera della chiusura»
L'ipotesi di trasferire il servizio dal Bellini a via Cavour scatena le critiche di cittadini e opposizione. Chiesto al Comune di intervenire contro quella che viene considerata una scelta destinata a ridimensionare il presidio.

SOMMA LOMBARDO – Continua a far discutere l’ipotesi di trasferire il Primo intervento dell’ospedale Bellini alla Casa di comunità di via Cavour. Dopo la notizia dell’intenzione di Asst Valle Olona, i social sono stati invasi da commenti di cittadini preoccupati, mentre anche le forze di opposizione hanno espresso forte contrarietà.

Tra i più critici c’è l’ex sindaco e attuale consigliere comunale del Partito Democratico Stefano Bellaria, che negli anni del suo mandato si era già battuto contro il progressivo depotenziamento dell’ospedale cittadino. Secondo Bellaria, un Primo intervento collocato all’interno di una Casa di comunità non può offrire le stesse garanzie di un servizio inserito in un presidio ospedaliero e l’amministrazione comunale dovrebbe opporsi con decisione all’eventuale trasferimento.

Sulla stessa linea anche Sinistra per Somma. L’ex sindaco Claudio Brovelli considera il progetto il primo passo verso un ulteriore ridimensionamento del Bellini e invita l’amministrazione guidata dal sindaco Silvio Pezzotta a prendere posizione.

Secondo Brovelli, lo spostamento non troverebbe giustificazioni né dal punto di vista organizzativo né da quello economico e rischierebbe di creare disagi ai pazienti, che per effettuare esami diagnostici come una radiografia potrebbero essere costretti a spostarsi dall’attuale Casa di comunità all’ospedale Bellini o, in alcuni casi, fino a Gallarate.

Viene inoltre evidenziato il ruolo strategico che il Primo intervento di Somma Lombardo svolge oggi nel filtrare gli accessi ai Pronto soccorso di Gallarate e Busto Arsizio, già alle prese con un elevato afflusso di pazienti. Una funzione che, secondo i contrari al trasferimento, rischierebbe di essere compromessa da un eventuale spostamento del servizio fuori dall’ospedale.

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