VARESE – Nonostante la pioggia battente, Varese ha rinnovato il suo legame con una delle tradizioni più sentite: il Falò di Sant’Antonio. Piazza della Motta si è riempita di persone desiderose di assistere al rito propiziatorio che apre simbolicamente il nuovo anno. L’acqua che ha inzuppato i bancali della pira non ha impedito al fuoco di divampare con forza fin dai primi istanti, offrendo uno spettacolo suggestivo e, secondo la tradizione, di buon auspicio per il 2026.
La serata ha assunto un significato particolare grazie a una presenza senza precedenti: per la prima volta, secondo la memoria storica dei Monelli della Motta, ha partecipato l’arcivescovo di Milano. Monsignor Mario Delpini è stato l’ospite d’onore dell’evento, prendendo parte dapprima alla consueta risottata nella sede dei Monelli e poi unendosi al corteo che ha attraversato via Carrobbio fino ai piedi della grande catasta, dove si è svolto il momento più atteso dell’accensione.
Accanto a lui, una lunga sfilata di autorità ha accompagnato il rito. Tra i presenti il presidente della Regione Attilio Fontana, i consiglieri regionali Samuele Astuti, Giacomo Cosentino, Romana Dell’Erba ed Emanuele Monti, il sottosegretario regionale Raffaele Cattaneo, i parlamentari Alessandro Alfieri e Maria Chiara Gadda, l’europarlamentare Isabella Tovaglieri e il presidente della Provincia Marco Magrini. A fare gli onori di casa il sindaco Davide Galimberti, affiancato da numerosi assessori e consiglieri comunali.
Non sono mancati i rappresentanti del mondo economico, civile e religioso, i vertici delle forze dell’ordine e una delegazione della Pallacanestro Varese, con coach e giocatori al seguito. Una partecipazione corale che ha confermato come il Falò di Sant’Antonio resti, anno dopo anno, un momento di identità e condivisione per l’intera città.













