Dazi USA e piccole imprese, Confartigianato: forte impatto sull’export italiano e lombardo

Il quadro delineato evidenzia una fase di contrazione per una parte significativa del made in Italy artigiano, con ricadute concentrate soprattutto sulle regioni a maggiore vocazione manifatturiera (foto d'archivio)

MILANO – La stretta protezionistica degli Stati Uniti pesa sulle esportazioni delle piccole e medie imprese italiane, con effetti rilevanti stimati tra agosto 2025 e marzo 2026. Secondo un’analisi di Confartigianato Imprese, il sistema produttivo registra una perdita media pari a 5,3 milioni di euro al giorno di mancate vendite verso il mercato americano.

Nel periodo considerato, le esportazioni dei comparti a maggiore presenza di PMI risultano in calo del 10,4%, con una contrazione complessiva stimata in 1,293 miliardi di euro. Tra i settori più colpiti figurano mobili, alimentari e bevande, con flessioni a doppia cifra in diversi segmenti della manifattura.

A livello territoriale emerge un impatto particolarmente marcato in Lombardia, dove il calo dell’export verso gli Stati Uniti raggiunge il 10,4%. In controtendenza risultano invece l’Emilia-Romagna, in crescita del 2,6%, e soprattutto la Toscana, che registra un aumento del 10,6%.

Nel dettaglio settoriale, il comparto dei mobili segna la flessione più consistente, mentre arretrano anche alimentari e bevande e la filiera della gioielleria, occhialeria e articoli sportivi. Più contenuto il calo della moda, con dinamiche differenziate tra tessile, abbigliamento e calzature.

Confartigianato sottolinea come la frenata sia legata a più fattori, tra cui l’effetto diretto dei dazi, il rallentamento del commercio globale e la svalutazione del dollaro, che incide sulla competitività dei prodotti italiani.

Il quadro delineato evidenzia una fase di contrazione per una parte significativa del made in Italy artigiano, con ricadute concentrate soprattutto sulle regioni a maggiore vocazione manifatturiera.