Terremoto nel calcio, Rocchi indagato per frode sportiva: avrebbe sceltro arbitri graditi all’Inter

La Procura di Milano contesta tre episodi tra designazioni arbitrali e gestione Var. Il designatore di Serie A e B: «Sono sereno». Ma questa si configura a tutti gli effetti come una nuova Calciopoli.

Un’inchiesta destinata a scuotere il calcio italiano investe Gianluca Rocchi. Il designatore arbitrale di Serie A e B risulta indagato dalla Procura di Milano con l’accusa di concorso in frode sportiva. Un’indagine dal potenziale esplosivo, che tocca il cuore del sistema arbitrale e che potrebbe aprire scenari imprevedibili.

Secondo quanto emerso, a Rocchi sarebbe stato notificato un avviso di garanzia e il prossimo 30 aprile è fissato l’interrogatorio di garanzia.

Le contestazioni sulle designazioni

Sono tre i filoni contestati dal pubblico ministero Maurizio Ascione. Il primo riguarda la designazione arbitrale per Bologna-Inter del 20 aprile 2025, gara decisiva nella corsa scudetto vinta dai rossoblù con il gol di Orsolini.

Secondo l’ipotesi accusatoria, Rocchi avrebbe concorso nella scelta di Andrea Colombo quale arbitro ritenuto “gradito” alla squadra nerazzurra in un passaggio cruciale della stagione.

Una contestazione che, se confermata, toccherebbe un nervo scoperto del calcio italiano: l’imparzialità delle designazioni.

Il filone su Inter-Milan di Coppa Italia

Il secondo capo di imputazione ruota attorno alla semifinale di Coppa Italia tra Inter Milan e AC Milan.

Secondo la Procura, durante l’andata del 2 aprile si sarebbe “schermata” la designazione di Daniele Doveri per condizionare, secondo l’accusa, gli assetti arbitrali successivi, anche in vista di eventuali partite ritenute di particolare interesse per i nerazzurri.

Un capitolo delicatissimo, che si lega ai meccanismi più sensibili della gestione arbitrale.

L’episodio Var di Udinese-Parma

Il terzo episodio contestato riguarda invece Udinese-Parma dell’1 marzo 2025 e chiama in causa il ruolo di Rocchi come supervisore Var.

Secondo l’accusa avrebbe condizionato la valutazione dell’addetto Var Daniele Paterna inducendo l’on field review che portò al rigore decisivo per l’Udinese Calcio, poi vincente 1-0 con rete di Florian Thauvin.

Un’accusa che tocca direttamente anche il sistema Var, altro snodo nevralgico del calcio contemporaneo.

Rocchi respinge tutto

Dal canto suo Rocchi ha già respinto ogni addebito, dichiarandosi sereno.

Ma l’indagine, per il ruolo dell’indagato e per il contenuto delle contestazioni, si annuncia destinata a far discutere ben oltre i palazzi di giustizia e le stanze dell’Associazione Italiana Arbitri.

Per il calcio italiano, comunque vada, si apre una fase ad altissima tensione.