Aziende senza tecnici specializzati, Openjobmetis: oltre 1.200 posti aperti restano ancora vacanti

Secondo l’analisi, il problema non riguarda soltanto la scarsità di candidati, ma soprattutto il disallineamento tra competenze richieste e formazione disponibile (foto d'archivio)

VARESE – L’intelligenza artificiale avanza, ma le imprese italiane continuano a cercare soprattutto operai e tecnici specializzati. Meccanici, manutentori industriali ed elettricisti sono oggi tra le figure più richieste e allo stesso tempo più difficili da reperire sul mercato del lavoro.

A fotografare la situazione è un’analisi di Openjobmetis, agenzia per il lavoro fondata a Gallarate, che segnala oltre 1.200 posizioni aperte in tutta Italia. Quasi la metà delle richieste arriva dal Nord e dalla Toscana. In cima alla lista compaiono i meccanici con 286 posti disponibili, seguiti dai manutentori industriali con 220 offerte e dagli operai edili con 194. Tra i profili più ricercati ci sono anche autisti, saldatori, idraulici ed elettricisti.

Le maggiori difficoltà si registrano nelle aree manifatturiere del Nord-Est e del Nord-Ovest, dove la competizione tra aziende rende complicato trovare personale qualificato. Il Veneto guida la classifica regionale con 188 posizioni aperte, davanti a Lombardia e Toscana. Numeri importanti anche in Friuli-Venezia Giulia, Piemonte e Marche.

Secondo l’analisi, il problema non riguarda soltanto la scarsità di candidati, ma soprattutto il disallineamento tra competenze richieste e formazione disponibile. Le aziende cercano infatti figure capaci non solo di svolgere attività manuali, ma anche di utilizzare sistemi digitali, leggere schemi tecnici e operare su impianti automatizzati.

«Permane una difficoltà strutturale nel reperimento dei candidati», spiega l’amministratore delegato Rosario Rasizza, che sottolinea anche la minore attrattività di alcuni percorsi professionali tra le nuove generazioni.