Sicurezza, Uil Polizia: “Varese tra le province più critiche della Lombardia”

Cianci: territorio in sofferenza tra carenze operative e coordinamento insufficiente. Appello a interventi urgenti su organici e organizzazione

VARESE – «La provincia di Varese continua a mostrare segnali preoccupanti sul fronte della sicurezza». È l’allarme lanciato da Francesco Cianci, segretario provinciale della Uil Polizia, in occasione del 45esimo anniversario della legge 121 del 1° aprile 1981, che riformò l’assetto della pubblica sicurezza in Italia.

Un territorio sotto pressione

Secondo il sindacato, il quadro locale conferma criticità già emerse negli ultimi mesi. «L’allarme lanciato da venti sindaci lo scorso anno si è dimostrato fondato», osserva Cianci, sottolineando come la provincia risulti tra le più problematiche della Lombardia, dietro solo a Milano e Pavia, e in risalita nella classifica nazionale dell’insicurezza.

Una situazione che riguarda l’intero territorio: da Varese a Busto Arsizio, passando per Gallarate e Saronno.

Rete di controllo in difficoltà

Tra i principali nodi evidenziati c’è la difficoltà del sistema di prevenzione e controllo. «La rete predisposta al controllo del territorio si trova in forte sofferenza», afferma Cianci.

A pesare, secondo il segretario, è anche la «scarsa attuazione del Decreto Minniti», che regola l’impiego dei reparti specializzati, con conseguenti lacune operative che ricadono su Questura e presidi territoriali.

La richiesta: più coordinamento e risorse

Da qui la richiesta di un cambio di passo sul piano organizzativo. Il sindacato invoca un rafforzamento del coordinamento tra le forze di polizia, una razionalizzazione dei servizi e un utilizzo più efficiente del personale.

Servono inoltre «procedure più snelle e trasparenti» e una maggiore responsabilizzazione dei vertici rispetto ai risultati operativi.

Il richiamo al quadro nazionale

Nel suo intervento, Cianci collega la situazione attuale alla ricorrenza della riforma del 1981, definita un passaggio fondamentale per il sistema sicurezza italiano.

Ma non mancano le critiche: la tutela legale per gli operatori, introdotta dai recenti decreti sicurezza, viene giudicata «di fatto solo nominale» per la scarsità di risorse.

“Rischio vantaggio per la criminalità”

Il segretario punta il dito anche contro alcune evoluzioni normative: «Norme sempre più garantiste verso gli indagati, tra depenalizzazioni e limiti alle intercettazioni, rischiano di concedere un vantaggio al mondo del crimine».

Un quadro che, conclude Cianci, rischia di «vanificare il lavoro delle forze dell’ordine» e di lasciare senza risposte adeguate sia i cittadini sia le vittime dei reati.