Parcheggi e carenza di personale: vertice tra Comune e ASST Sette Laghi

Domani il confronto sulle criticità negli ospedali varesini, mentre i sindacati chiedono soluzioni concrete

Un tavolo tecnico tra il Comune di Varese e l’ASST Sette Laghi per affrontare il nodo dei parcheggi destinati ai lavoratori della sanità. Domani, martedì 28 aprile, le parti si incontreranno per discutere le principali criticità che riguardano tre poli: l’Ospedale di Circolo di Varese, l’Ospedale Filippo Del Ponte e la Casa di Comunità di viale Monte Rosa.

Il problema dei posti auto si ripresenta ciclicamente. Due anni fa, una mobilitazione dei sindacati confederali, accompagnata da una raccolta firme, aveva portato a una revisione del piano parcheggi: il multipiano di via Guicciardini venne in gran parte destinato ai dipendenti, mentre il Comune mise a disposizione circa 100 nuovi posti tra l’area della nuova RSA e via Merini. Un altro parcheggio multipiano è disponibile vicino al Del Ponte, ma restano aperte le questioni dei posti riservati e dei costi degli abbonamenti agevolati.

Il sindacato FIALS richiama l’attenzione sul tema già dal 2016, in particolare per l’ospedale Del Ponte, e accoglie con favore l’apertura del confronto istituzionale. L’auspicio è che dal tavolo emergano «proposte concrete e immediatamente attuabili», pur nella complessità della questione.

Personale: assunzioni e carenze

Sul fronte dell’organico, la Fials valuta positivamente le recenti delibere dell’ASST: previste 101 assunzioni di infermieri, 20 tecnici sanitari di radiologia medica, 10 ostetriche e 25 unità amministrative. Tuttavia, più della metà dei nuovi infermieri sono in realtà stabilizzazioni di personale già in servizio, riducendo l’impatto reale sull’organico.

«Sono circa 250 gli infermieri che mancano per raggiungere la piena dotazione», spiega il delegato Fials Francesco Tucci, sottolineando come il problema sia strutturale, nonostante gli sforzi dell’azienda su più fronti, inclusi incentivi di welfare.

Fuga verso la Svizzera

A pesare ulteriormente è la crescente attrattività della Svizzera, meta di molti professionisti sanitari in cerca di condizioni economiche e lavorative migliori.

Per contrastare il fenomeno, la Regione Lombardia ha previsto incentivi economici per il personale delle aree di confine, con aumenti stimati tra i 5.000 e i 10.000 euro annui. Una misura giudicata positiva dalla Fials, che però invita a estenderla a tutte le figure sanitarie e avverte: «da sola non basta a fermare una fuga che rischia di mettere in crisi il sistema sanitario pubblico».