Ecomafia 2026, Varese al quarto posto in Lombardia: rifiuti e cemento restano le emergenze

Ecomafia 2026, Varese al quarto posto in Lombardia: rifiuti e cemento restano le emergenze
Il rapporto di Legambiente fotografa l’illegalità ambientale nel 2025: in Lombardia diminuiscono complessivamente i reati, ma aumentano quelli legati al ciclo dei rifiuti.
Nel Varesotto 122 illeciti accertati, 97 persone denunciate e 16 sequestri: sotto osservazione soprattutto rifiuti, abusivismo edilizio e reati contro gli animali.

Il quadro dell’illegalità ambientale in Italia mostra alcuni segnali di arretramento, ma anche fenomeni che continuano a destare preoccupazione. È quanto emerge dal rapporto Ecomafia 2026 di Legambiente, che analizza i dati relativi ai reati ambientali accertati nel corso del 2025.

A livello nazionale, i reati ambientali registrano una diminuzione, così come accade complessivamente in Lombardia. La flessione, tuttavia, non riguarda tutti i comparti. In particolare, il ciclo illegale dei rifiuti continua a rappresentare una delle principali criticità e vede la Lombardia ai vertici della graduatoria nazionale.

In questo scenario si inserisce anche la provincia di Varese, che nel 2025 si colloca al quarto posto in Lombardia per numero complessivo di illeciti ambientali, con una situazione caratterizzata soprattutto dalle irregolarità nella gestione dei rifiuti e dal settore del cemento e dell’edilizia.

In Italia diminuiscono i reati, ma cresce il giro d’affari delle ecomafie

Nel 2025 sono stati 35.735 i reati ambientali accertati in Italia, il 12% in meno rispetto all’anno precedente. Il dato arriva dopo un’intensa attività di controllo: complessivamente sono stati effettuati oltre 1,4 milioni di controlli da parte delle forze dell’ordine e delle Capitanerie di porto.

La riduzione dei reati non coincide però con un ridimensionamento complessivo del fenomeno. Il rapporto segnala infatti un aumento degli illeciti amministrativi e, soprattutto, una crescita del giro d’affari legato alle attività illegali nel settore ambientale, che raggiunge 11,5 miliardi di euro.

La distribuzione territoriale conferma inoltre il peso delle regioni meridionali. In testa alla classifica dei territori con il maggior numero di reati ambientali figurano Campania, Sicilia, Puglia e Calabria.

Lombardia, meno reati ma più illegalità nel ciclo dei rifiuti

Anche in Lombardia il numero complessivo delle notizie di reato diminuisce. Nel 2025 sono state 1.822, contro le 2.324 dell’anno precedente: una contrazione del 19%.

Il dato consente alla Lombardia di lasciare alla Liguria il primato di regione del Nord Italia con il maggior numero complessivo di reati ambientali.

Il quadro cambia però quando si prende in esame il solo ciclo dei rifiuti. In questo ambito la Lombardia sale infatti al secondo posto nella graduatoria nazionale, con 994 illeciti accertati e un incremento del 33,9% rispetto all’anno precedente. A precederla è soltanto la Campania.

Un dato che, secondo Legambiente Lombardia, richiede particolare attenzione.

«Il dato sulle notizie di reato relative al ciclo illegale dei rifiuti in Lombardia rilevato dal report Ecomafia è un dato significativo almeno quanto preoccupante», osserva Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia. Secondo Meggetto, l’aumento può essere collegato anche a una maggiore efficacia ed estensione dei controlli sul territorio regionale, ma «testimonia ancora una volta il ruolo centrale svolto dalla regione nei traffici di rifiuti», rendendo necessaria una vigilanza ancora più alta.

Varese quarta in Lombardia

È in questo contesto che si inseriscono i numeri della provincia di Varese. Nel 2025 le forze dell’ordine hanno accertato sul territorio 122 reati ambientali, un dato che colloca il Varesotto al quarto posto in Lombardia.

Gli accertamenti hanno portato alla denuncia di 97 persone e all’esecuzione di 16 sequestri.

A precedere Varese nella graduatoria regionale sono Brescia, con 444 reati, e Lecco, con 333. Il dato provinciale restituisce quindi una fotografia nella quale, pur a fronte di numeri nettamente inferiori rispetto alle province ai vertici della classifica, permangono diversi ambiti di criticità.

Rifiuti, il settore più problematico

È soprattutto il ciclo dei rifiuti a concentrare il maggior numero di illeciti nel Varesotto.

Nel corso del 2025 sono stati accertati 51 reati, con 53 persone denunciate e 4 sequestri. Numeri che collocano la provincia di Varese al settimo posto in Lombardia per questo specifico comparto.

Il dato si inserisce nella più ampia tendenza regionale evidenziata dal rapporto: mentre il numero complessivo dei reati ambientali diminuisce, quello relativo alla gestione illegale dei rifiuti cresce in modo significativo.

Per una regione caratterizzata da una forte presenza industriale e da una rete articolata di attività produttive e logistiche, il tema della corretta gestione, movimentazione e smaltimento dei rifiuti rimane dunque particolarmente rilevante.

Cemento e abusivismo edilizio: Varese al quarto posto regionale

Un’altra voce significativa del bilancio provinciale riguarda il ciclo del cemento, che comprende anche i fenomeni legati all’abusivismo edilizio.

In questo settore, nel 2025, a Varese sono stati accertati 27 reati, con 27 persone denunciate. Il dato vale alla provincia il quarto posto nella classifica regionale.

Si tratta di un comparto che continua quindi a rappresentare una delle principali aree di attenzione per le attività di contrasto all’illegalità ambientale, accanto alla gestione dei rifiuti.

Ventiquattro reati contro gli animali

Completa il quadro provinciale il capitolo dedicato ai reati contro gli animali.

Nel Varesotto sono stati registrati 24 illeciti, che hanno portato alla denuncia di 7 persone e all’esecuzione di 11 sequestri.

Un dato che contribuisce a delineare una realtà articolata, nella quale le forme di illegalità ambientale non si concentrano in un unico settore, ma interessano ambiti differenti, dalla gestione dei rifiuti all’edilizia, fino alla tutela degli animali.

Una flessione che non deve far abbassare la guardia

Il rapporto Ecomafia 2026 restituisce quindi un quadro caratterizzato da due tendenze apparentemente contrapposte. Da una parte, diminuiscono i reati ambientali complessivamente accertati, sia in Italia sia in Lombardia. Dall’altra, alcuni fenomeni mostrano una dinamica opposta e, in particolare, il traffico e la gestione illecita dei rifiuti continuano a rappresentare una questione centrale.

Per la provincia di Varese, i 122 reati ambientali accertati nel 2025, insieme alle 97 persone denunciate e ai 16 sequestri, confermano la necessità di mantenere alta l’attenzione sui diversi comparti.

Il dato più significativo resta quello dei rifiuti, con 51 reati accertati, ma anche il settore del cemento e i reati contro gli animali contribuiscono a delineare una mappa dell’illegalità ambientale che continua a interessare diversi settori del territorio.

La diminuzione complessiva degli illeciti rappresenta dunque un elemento positivo sul piano statistico, ma i numeri del rapporto mostrano come, soprattutto sul fronte dei rifiuti, la pressione delle attività illegali sull’ambiente non possa ancora considerarsi superata.

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