FERNO – Un’assoluzione piena che chiude – per ora – una vicenda giudiziaria pesante, ma che lascia ancora aperti alcuni scenari. Il tribunale, con il collegio presieduto da Giuseppe Fazio, ha assolto in primo grado l’ex sindaco di Ferno Filippo Gesualdi dall’accusa di voto di scambio, insieme agli altri imputati coinvolti nell’inchiesta.
Con lui sono stati dichiarati estranei ai fatti anche Mario Curcio, Mario Filippelli, Francesco Murano, Alessandro Pozzi e Marco Pozzi. Una decisione accolta con sollievo dalle difese, che per tutta la durata del dibattimento hanno sostenuto l’inconsistenza delle accuse.
Al centro dell’impianto accusatorio c’erano le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Emanuele De Castro, secondo cui Gesualdi sarebbe stato una «persona gestibile». Una frase che, tuttavia, non sarebbe mai stata pronunciata direttamente dall’ex sindaco, ma attribuita a Enzo Misiano, figura già coinvolta e condannata nell’ambito dell’inchiesta Krimisa. Proprio su questo punto si è innestata la linea difensiva, sostenuta dall’avvocato Gianluca Franchi: parole millantate, senza alcun riscontro concreto nei comportamenti di Gesualdi.
Nel corso del processo è emerso infatti come l’ex primo cittadino non solo non abbia mai incontrato soggetti legati alla locale, ma abbia anche segnalato alle forze dell’ordine i tentativi di avvicinamento, arrivando – secondo la ricostruzione difensiva – a esporsi personalmente pur di mantenere le distanze. Lo stesso De Castro aveva chiarito di non aver mai avuto contatti diretti con Gesualdi.
Il verdetto rappresenta quindi un passaggio importante, che restituisce una prima verità giudiziaria favorevole agli imputati. Ma non è necessariamente la parola definitiva. Il pubblico ministero Alessandra Cerreti, al termine dell’udienza, ha lasciato intendere la volontà di valutare l’impugnazione della sentenza, con un «ci vediamo in Appello» rivolto alla difesa che non passa inosservato.
Sul piano politico, la sentenza ha già prodotto reazioni. Tra le prime, quella della sindaca Sarah Foti, che ha espresso solidarietà a Gesualdi sottolineando come le accuse le siano sempre apparse poco credibili. Un intervento che restituisce anche il segno di quanto la vicenda abbia inciso sul clima istituzionale della comunità.
Resta ora da attendere il deposito delle motivazioni, previsto entro novanta giorni, per comprendere nel dettaglio le ragioni che hanno portato all’assoluzione. Solo allora sarà più chiaro anche il futuro giudiziario del caso, che potrebbe conoscere un nuovo capitolo in secondo grado.













