Una giornata surreale alle spalle e una notte lunghissima, senza spazio per il riposo. Lonate Pozzolo è ancora sotto shock per quanto accaduto ieri in via Montello, nella frazione di Sant’Antonino, dove un tentativo di furto si è trasformato in una rapina e poi in una tragedia. Al centro della vicenda Jonathan R., proprietario dell’abitazione, che si è trovato faccia a faccia con due malviventi entrati in casa sua e che, dopo essere stato percosso, ha reagito colpendone uno con un coltello da trekking.
Il ferito, Adamo Massa, è stato poi trasportato dai complici all’ospedale di Magenta e abbandonato all’esterno del pronto soccorso in condizioni disperate. Nonostante l’intervento dei medici, per l’uomo non c’è stato nulla da fare. Ora le forze dell’ordine sono impegnate nella ricerca dei complici, che hanno partecipato all’irruzione e che hanno lasciato morire il loro sodale. Massa, proveniente da un campo rom del Torinese, era già noto alle forze dell’ordine.
L’irruzione in via Montello
Secondo quanto ricostruito finora dagli investigatori, erano circa le 11 del mattino quando due uomini sono entrati nell’abitazione di via Montello. Pensavano probabilmente di trovarla vuota, ma così non è stato. Jonathan R., insospettito da alcuni rumori, è andato a controllare e si è trovato davanti i due banditi. Ne è nata una colluttazione violenta: il proprietario di casa è stato colpito e, nel tentativo di difendersi, ha impugnato un coltello da trekking, ferendo uno degli aggressori.
La fuga e l’abbandono al pronto soccorso
A quel punto è scattata la fuga. I due uomini all’interno dell’abitazione si sono ricongiunti con un terzo complice che li attendeva in auto. Il piano, però, è cambiato rapidamente: resisi conto delle condizioni gravissime del ferito, hanno deciso di dirigersi verso l’ospedale di Magenta. Qui hanno lasciato Adamo Massa fuori dal pronto soccorso e si sono dileguati. I sanitari sono intervenuti immediatamente, ma l’uomo è morto poco dopo.
Tensione all’ospedale e in paese
Proprio all’ospedale di Magenta si sono vissuti momenti di forte tensione. Dopo la morte di Massa sono arrivati numerosi parenti: secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, circa 200 persone si sarebbero presentate al pronto soccorso, con la madre dell’uomo che avrebbe urlato: «Me l’hanno ucciso». Sul posto sono intervenute le forze dell’ordine per ristabilire la calma e garantire la sicurezza.
Anche Jonathan R. ha dovuto ricorrere alle cure mediche per le percosse subite. Intanto, davanti alla sua abitazione di Lonate Pozzolo si sono concentrati telecamere e microfoni, mentre il caso assumeva rapidamente una dimensione nazionale.
Le reazioni politiche e sui social
Non si sono fatte attendere le reazioni politiche. Tra le prime, quella del vicepremier Matteo Salvini, che ha espresso solidarietà al giovane lonatese, definendolo «un cittadino che si è difeso in casa sua». Sui social network, intanto, sono migliaia i commenti, in larga parte a favore di Jonathan R., visto da molti come una vittima costretta a reagire.
In serata, sarà lo zio del ragazzo a raccontare ulteriori particolari dell’accaduto, tra cui una violenta botta riportata alla fronte durante l’aggressione.
Le indagini e la caccia ai complici
A occuparsi dei rilievi e della ricostruzione dei fatti sono i carabinieri della compagnia di Busto Arsizio e del reparto investigativo di Varese. Il fascicolo, aperto dalla procura di Busto Arsizio e affidato al pm Nadia Calcaterra, al momento è per tentata rapina. Jonathan R. non risulta indagato.
Le indagini si concentrano ora sull’identificazione e la cattura dei complici, fuggiti dopo aver abbandonato l’uomo davanti all’ospedale. Già nelle prossime ore sono attese possibili evoluzioni, mentre Lonate Pozzolo resta sospesa tra sgomento, rabbia e domande ancora senza risposta.













