Lago Maggiore sempre più basso: a Sesto Calende il livello scende a -18,2 centimetri

Lago Maggiore sempre più basso: a Sesto Calende il livello scende a -18,2 centimetri
Le piogge di giovedì notte non hanno fermato il calo, in corso da 40 giorni. Anche il Canton Ticino è alle prese con la siccità e dispone di margini ridotti per aumentare i rilasci d’acqua.

SESTO CALENDE – Le deboli precipitazioni cadute nella notte tra giovedì e venerdì non sono bastate a modificare la situazione. Il livello del Lago Maggiore continua a diminuire ed è ormai sceso sotto la prima soglia di magra.

Alle 15 di oggi, sabato 18 luglio, l’idrometro di Sesto Calende indicava una quota di -18,2 centimetri. Il calo prosegue in maniera pressoché costante da 40 giorni e ha portato il Verbano a raggiungere un livello particolarmente basso per la metà di luglio.

All’origine della situazione ci sarebbe soprattutto la carenza di precipitazioni, con un deficit di pioggia stimato intorno al 25%.

Il Piemonte chiede aiuto alla Svizzera

La scarsità d’acqua ha spinto la Regione Piemonte a rivolgersi ufficialmente alle autorità svizzere. Il Consiglio di Stato ticinese ha risposto alla richiesta esprimendo un accordo di principio sulla necessità di collaborare nella gestione della crisi, nell’interesse dell’intero territorio interessato dal bacino del Lago Maggiore.

Il Governo ticinese ha già contattato gli operatori idroelettrici attivi nel Cantone, informandoli della richiesta piemontese e sensibilizzandoli sulla possibilità di contribuire ad aumentare l’afflusso d’acqua.

Anche la Svizzera, tuttavia, sta affrontando una situazione di allerta per la siccità. Le riserve contenute nei bacini idroelettrici ticinesi si trovano infatti in prossimità del livello più basso registrato negli ultimi dieci anni. Una condizione che rende difficile autorizzare rilasci consistenti, anche per la necessità di preservare le scorte destinate alla produzione energetica durante l’inverno.

I limitati margini del Canton Ticino

Il Consiglio di Stato ha inoltre precisato che il Cantone dispone di un margine d’intervento ridotto. Gran parte delle acque è regolata da concessioni assegnate nel secolo scorso a operatori privati con sede oltre le Alpi, sui quali le autorità ticinesi non esercitano un controllo diretto.

A questo si aggiungono i vincoli legati alla sicurezza dell’approvvigionamento energetico, che impongono di tutelare le riserve idriche disponibili. Il Governo svizzero ha quindi richiamato l’importanza di limitare i consumi e utilizzare l’acqua in modo più efficiente, un tema già affrontato dalla Comunità di lavoro della Regio Insubrica.

Pronta un’unità mobile per l’acqua potabile

Nonostante le difficoltà, il Canton Ticino ha confermato la propria disponibilità ad aiutare il Piemonte qualora si verificasse un’emergenza nell’approvvigionamento di acqua potabile.

In caso di necessità, la Svizzera potrebbe mettere rapidamente a disposizione un’unità mobile per il trattamento dell’acqua, nell’ambito della collaborazione transfrontaliera tra i territori affacciati sul Lago Maggiore.

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